“Droghe e dipendenze: un ostacolo allo sviluppo umano integrale”

Un percorso di lettura

“Analizzare attuali criticità e trovare nuove e appropriate strategie alla lotta contro le droghe e il crescente sviluppo delle dipendenze”. Questo l’obiettivo della Conferenza internazionale promossa e organizzata dal Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale in Vaticano, che si è tenuta dal 29 novembre al 1° dicembre scorsi sul tema: “Droghe e dipendenze: un ostacolo allo sviluppo umano integrale”.

Punto di partenza dell’iniziativa è stato l’ultimo Rapporto mondiale sulle droghe, dal quale emerge che su 250 milioni di persone che nel 2015 hanno fatto uso almeno una volta di droga, 29,5 milioni soffrono di disturbi legati a tale consumo. Durante i lavori, c’è stato un aggiornamento sulle dipendenze, a partire dalle forme di tossicodipendenza classiche, come l’eroina e la cocaina, che hanno contrassegnato il mercato della droga fin dai suoi esordi, per arrivare alle nuove dipendenze, come le sostanze psicoattive e le pastiglie che vengono offerte dentro e fuori le discoteche. Si è passati poi ad analizzare il gioco d’azzardo e le dipendenze telematiche, forme di dipendenza sempre più diffuse e che richiedono tipologie di intervento particolari.

Le varie forme di dipendenza ci raccontano l’estrema fragilità della nostra società [ha spiegato Nicolò Pisanu, presidente dell’Istituto superiore universitario di scienze psicopedagogiche e sociali “Progetto Uomo” (Ipu) della Federazione italiana delle comunità terapeutiche (Fict)]. Il loro aumento è dovuto alla poca educazione alla resilienza e ai pochi messaggi proattivi. Alla radice c’è l’ondata lunga del consumismo che ormai è diventata una filosofia di vita, orientata al piacere immediato, alla reiterazione del desiderio di tipo narcisistico e solipsistico. Un cocktail micidiale che trova un terreno fertile anche nella povertà culturale e nella povertà concreta che si registrano in momenti di crisi economica e lavorativa come quello che stiamo attraversando, soprattutto in un bacino di utenza, come quello italiano, dove ci sono due milioni di giovani che non lavorano né studiano, i cosiddetti Neet.

Puoi leggere qui il discorso di papa Francesco ai partecipanti alla Conferenza…