Le affinità elettive: consigli per lettori curiosi

I suggerimenti della redazione di Rebeccalibri

La donna dai capelli rossi, Orhan Pamuk, Einaudi 2017, 12,60 €, pp. 262, tr. Barbara La Rosa Salim

http://www.einaudi.it/libri/libro/orhan-pamuk/la-donna-dai-capelli-rossi/978880623211

La donna dai capelli rossi è un romanzo d’amore e gelosia, sulle passioni dei padri e i tradimenti dei figli, il racconto febbrile di un’ossessione capace di cambiare il corso di un’intera esistenza. Cem era un liceale nella Istanbul di metà anni Ottanta come tanti altri quando suo padre farmacista viene arrestato dal governo e torturato dalla polizia a causa delle sue frequentazioni politiche. Non farà mai più ritorno a casa. Per aiutare la madre andrà a lavorare in una libreria: è qui, tra i romanzi e gli scrittori che vengono a trovare il padrone della libreria, che Cem inizierà a sognare di diventare uno scrittore. Quando la libreria chiude, Cem diventa l’apprendista di mastro Mahmut, un costruttore di pozzi. Tra maestro e allievo si stabilisce un legame profondo, e il ragazzo sente di aver trovato in Mahmut quel padre che da lungo tempo ha perso. Mahmut e la sua ditta hanno un nuovo incarico: scavare un pozzo in un paese nei dintorni di Istanbul. Ed è lí che Cem incontrerà l’attrice dai capelli rossi. Inizierà a spiarla mentre è in scena, indifferente alla tragedia a cui sta assistendo, concentrato solo su di lei, e poi nella casa dove vive col marito, per strada. Fino a quando l’ossessione erotica per questa donna più grande di lui si trasformerà in un’unica, folle, indimenticabile notte di sesso. Cem non sa che la sua vita cambierà per sempre e che il destino ha già iniziato a tessere la sua complicata, crudelissima, imprevedibile trama. In questa storia Pamuk interroga i fondamenti letterari della civiltà occidentale e orientale, intrecciando l’Edipo Re di Sofocle con il Rostam e Sohrab di Ferdowsi per scrivere il suo romanzo più sorprendente e fulminante, capace, con i suoi colpi di scena, di togliere il fiato a ogni lettore.

 

L’angelo della storia, Rabih Alameddine, Bompiani 2017, 19,00 €, pp. 320, tr. Licia Vighi

http://www.giunti.it/libri/narrativa/l-angelo-della-storia/

“L’angelo della Storia guarda al passato mentre una tempesta lo sospinge verso il futuro…”

L’angelo di questa storia è Jacob, poeta di origini yemenite, che nel corso di una notte nella sala d’attesa di un istituto psichiatrico ripercorre tutta la sua vita: dall’infanzia con la madre in un bordello egiziano all’adolescenza con il ricco padre, fino alla vita adulta da omosessuale arabo a San Francisco quando l’epidemia di AIDS è al culmine. A tenergli compagnia in questa notte di ricordi ci sono molti interlocutori inattesi: Satana, che lo tormenta, la Morte, che vorrebbe spingerlo alla resa, e quattordici santi che guideranno Jacob verso casa, verso la pace e una nuova vita.

 

 

 

Ipotesi di una sconfitta, Giorgio Falco, Einaudi 2017, 19,50 €, pp. 392

http://www.einaudi.it/libri/libro/giorgio-falco/ipotesi-di-una-sconfitta/978880622885

Dopo il romanzo storico-sociale nel Novecento con respiro europeo – la Gemella H (Einaudi 2014) – Giorgio Falco ritorna alla sua ossessione letteraria: l’esperienza del lavoro e la sua trasformazione profonda, come sgretolamento della coscienza di classe e marginalizzazione della classe lavoratrice fino al trionfo del precariato nell’odierno terziario avanzato.

Ipotesi di una sconfitta è romanzo autobiografico che si apre con un capitolo dedicato al padre, emigrato dalla Sicilia nel 1956 per lavorare nell’Azienda Trasporti Milanesi. Una vita dedicata al lavoro e segnata dall’etica del lavoro, un’esperienza che diviene termine di paragone per ogni altra esperienza di vita e di lavoro. Tuttavia anche quando Giorgio Falco descrive la sua generazione di giovani sconfitti, anonimi e intercambiabili, o quando la narrazione epica diventa cronaca di un fallimento, la vena comica spietata evita ogni forma di rievocazione nostalgica.

«Da bambino Giorgio Falco amava la divisa da autista degli autobus, che il padre indossava ogni giorno per andare al lavoro, tanto che a Carnevale voleva vestirsi come lui, anziché da Zorro, chissà se per emularlo o demolirlo. Questo romanzo autobiografico non può che cominciare così, con la storia del padre: solo raccontando l’epopea novecentesca del lavoro come elevazione sociale, come salvezza, Falco ne può testimoniare il graduale disfacimento, attraverso le proprie innumerevoli esperienze professionali, cominciate durante il liceo per pagarsi una vacanza mai fatta. Operaio stagionale in una fabbrica di spillette che raffigurano cantanti pop, il papa e Gesù, per 5 lire al pezzo. Venditore della scopa di saggina nera jugoslava, mentre in Jugoslavia imperversava la guerra. Aspirante imprenditore di un’agenzia che organizza “eventi deprimenti per le élite”. Redattore di finte lettere di risposta ai reclami dei clienti. Una lunga catena di lavori iniziati e persi, che lo conduce alla scelta radicale di mantenersi con le scommesse sportive. È la fine, o solo l’inizio. Perché questa è anche la storia – intima, chirurgica, persino comica – di un lento apprendistato per diventare scrittore. E di come possa vivere un uomo incapace di adattarsi.»