Le affinità elettive: consigli per lettori curiosi

I suggerimenti della redazione di Rebeccalibri

Miss Lonelyhearts, Nathanael West, Marsilio 2017, 16,00 €, pp. 232, a cura di Cristina Iuli

http://www.marsilioeditori.it/lista-autori/scheda-libro/3172791-miss-lonelyhearts/miss-lonelyhearts

Nella New York degli anni trenta, un giornalista, sotto lo pseudonimo «Miss Lonelyhearts», risponde alle disperate lettere inviate alla sua rubrica da innumerevoli cuori solitari e finisce con l’esserne oppresso al punto da scivolare in un esistenziale girone infernale verso una surreale ultima caduta.

La vicenda del protagonista si racconta attraverso vignette che si succedono l’una all’altra come in un fumetto: il discorso intessuto di immagini, e parole rifratte dai repertori pubblicitari o cinematografici a segnare la consapevolezza del prevaricante avvento della cultura di massa, con le sue promesse e i suoi irreversibili danni.

Un capolavoro ritrovato della letteratura sperimentale americana, un classico dello humour nero pubblicato nel 1933, il romanzo mostra i segni e le crepe prodotte dall’instabilità del confine tra vero e falso, tra reale e immaginario, quando il senso di quel che ci circonda, allora come oggi, pare complicarsi in mille modi sino a scomparire nella sua negazione, oltre la quale rimane solo l’angoscioso desiderio che percorre il romanzo di West di ritrovare nel mondo la pur minima prova della presenza di un Dio.

 

Resta con me, Ayòbámi Adébáyò, La nave di Teseo 2018, 18,00 €, pp. 324, tr. Maria Baiocchi e Anna Tagliavini

http://www.lanavediteseo.eu/item/resta-con-me/

Yejide e Akin sono giovani e innamorati, si sono sposati subito dopo essersi conosciuti all’università di Lagos, in Nigeria. In molti si aspettavano che Akin volesse prendere numerose mogli, ma lui e Yejide sono felici, la poligamia non fa per loro, non è un desiderio, né una necessità.

Quattro anni più tardi, però, il pensiero di non aver avuto ancora dei figli comincia a divenire ingombrante. Hanno provato di tutto, medici della fertilità e guaritori, cure improbabili e strane miscele di erbe, ma Yejide non è riuscita a rimanere incinta. È comunque fiduciosa, sicura del suo matrimonio e nonostante le pressioni della suocera e le tensioni con il marito, dà per scontato di avere ancora del tempo, finché un giorno la sua famiglia non suona alla porta presentandole una giovane donna, la seconda moglie di Akin.

Furiosa, scioccata e livida di gelosia, Yejide capisce che l’unica possibilità di salvare il suo matrimonio è restare incinta, a un prezzo di gran lunga più alto di quello che avrebbe mai osato immaginare.

Un romanzo d’esordio sull’amore e su ciò che siamo disposti a fare per non perderlo.

 

La paranza dei bambini, Roberto Saviano, Feltrinelli 2016, 18,50 €, pp. 352

http://www.feltrinellieditore.it/opera/opera/la-paranza-dei-bambini/

Anche se Saviano caratterialmente è antipatico a molti, non si può negare che la sua scrittura sia pulita, cruda e avvincente. Qui lascia i panni del reporter e del saggista per cimentarsi con il romanzo di camorra.

Un gruppo di dieci ragazzini – scarpe firmate, scooter, famiglie normali e nome delle ragazze tatuato sulla pelle – vanno in giro in scooter armati fino ai denti, pippano e spacciano cocaina, chiedono il pizzo, uccidono per sé e per conto terzi, giocano alla PlayStation.  Esprimono crudeltà gratuita, delirio di onnipotenza, disprezzo della vita. In un sistema sociale diviso tra bande, boss e paranze, l’unica emancipazione è quella di poter, un giorno, non dover rispondere più a nessuno. Leggendo li si odia e li si compatisce perché sono vite già segnate, caricature dei boss adulti. E si compatiscono i loro genitori che non si accorgono di quello che gli accade accanto.

«La paranza dei bambini narra la controversa ascesa di una paranza – un gruppo di fuoco legato alla camorra – e del suo capo, il giovane Nicolas Fiorillo. Appollaiati sui tetti della città, imparano a sparare con pistole semiautomatiche e AK-47 mirando alle parabole e alle antenne, poi scendono per le strade a seminare il terrore in sella ai loro scooter. A poco a poco ottengono il controllo dei quartieri, sottraendoli alle paranze avversarie, stringendo alleanze con vecchi boss in declino. Paranza è nome che viene dal mare, nome di barche che vanno a caccia di pesci da ingannare con la luce. E come nella pesca a strascico la paranza va a pescare persone da ammazzare.»