Le affinità elettive: consigli per lettori curiosi

I suggerimenti della redazione di Rebeccalibri

1517 – Storia mondiale di un anno, Heinz Schilling, Keller 2017, 21,00 €, pp. 384, tr. Alice Rampinelli

https://www.kellereditore.it/romanzi-racconti-e-reportage/400-1517-storia-mondiale-di-un-anno-heinz-schilling.html

Vivamente consigliato ai lettori amanti della histoire événementielle, Schilling – già conosciuto in Italia per la sua fondamentale biografia su Martin Lutero. Ribelle in un’epoca di cambiamenti radicali (in Italia edito da Claudiana nel 2016) – ci offre uno strepitoso affresco mondiale dell’anno che segna il destino d’Europa, capace di affascinare anche i non addetti ai lavori con il suo linguaggio piano e preciso.

«1517 è un libro inebriante che offre una prospettiva insolita su quello che è l’anno della Riforma. Tuttavia, non si concentra su Wittenberg, ma accompagna il lettore in un viaggio emozionante attraverso il mondo intero, dall’Italia e dalla Spagna fino all’Impero ottomano, alla corte imperiale cinese senza dimenticare l’America, l’Impero azteco e gli Oceani. Si impara moltissimo sugli eventi e sui luoghi dentro e fuori le frontiere europee, cogliendo come territori lontani siano stati interconnessi tramite percorsi commerciali, movimenti di denaro, invenzioni scientifiche, libri e scoperte di viaggiatori e avventurieri.»

 

Lettera dal deserto, Göran Tunström, Iperborea 2011, 16,00 €, pp. 240, tr. Fulvio Ferrari

http://iperborea.com/titolo/290/

“Questo è il deserto. Qui ho bussato per tutta la notte contro la sottile parete che mi separa dal divino.”

Solo di fronte alla missione che lo attende, nel deserto in cui si ritira quaranta giorni prima di iniziare la sua predicazione, Gesù ripercorre in una lettera autobiografica tutta la sua infanzia e giovinezza, un periodo che non ha lasciato traccia nei Vangeli ma che qui trascende ogni dibattito storico-teologico per porre al centro l’uomo, il suo eterno interrogarsi sul bene e il male, sulle responsabilità individuali e collettive. Gesù è un bambino dall’insolita capacità di sentire quel legame profondo che unisce tutto il creato, è un adolescente così aperto al mondo e innamorato della vita che il cugino Giovanni, severo predicatore in cui “non c’è più nulla che sorride”, riconosce in lui il vero portatore di una nuova comunione tra gli uomini. Ma è anche un rivoluzionario che vede il suo popolo martoriato dalla dominazione romana, oppresso dal vuoto fanatismo della Legge del tempio e tradito dai sacerdoti corrotti.

La ricerca di una nuova salvezza per i “cortili della fame” lo porta ad avvicinarsi alla guerriglia armata degli zeloti come ai “Messia” visionari che battono le strade della Palestina promettendo l’oblio dell’estasi, prima di rivelargli quel nuovo cammino di liberazione che lo condannerà alla solitudine, perché “chi si è liberato è un abominio agli occhi dell’oppresso”, finché l’uomo non capirà che “siamo noi stessi il regno che deve venire” e che per spezzare ogni giogo non servono miracoli, “è l’amore che manca”.

 

Gli ultimi giorni di Vladimir P., Michael Honig, Frassinelli 2018, 18,90 €, pp. 336

http://www.edizionifrassinelli.it/libro/gli-ultimi-giorni-di-vladimir-p/

In una dacia poco lontana da Mosca, al riparo da occhi indiscreti, vive l’ottuagenario Vladimir Putin, ormai in balia di una grave demenza senile. Per quanto sorretta da un corpo ancora in buona forma, la mente dell’ex leader della Russia è infatti di giorno in giorno sempre più preda di allucinazioni, fantasmi, memorie di una gloria passata che si sostituiscono ai fondali e ai personaggi del presente. Per il vecchio Putin esiste solo il passato, e preferibilmente quello in cui era al potere.

A occuparsi di lui e della dacia c’è un manipolo di figure votate più al tornaconto personale che all’effettivo benessere del datore di lavoro. Ma fra di loro c’è anche una mosca bianca, l’infermiere Šeremetev, che con infinita pazienza si prende cura giorno e notte di Putin (senza che questi, peraltro, sia mai in grado di riconoscerlo). Famoso solo per la sua onestà e quindi da tutti considerato un cretino, Šeremetev è alla dacia unicamente per comportarsi correttamente con tutti, nel suo piccolo, e fare il suo lavoro; altro non chiederebbe. Si occupa del vecchio leader ormai da sei anni, e non si è mai accorto dei maneggi dei colleghi, di quanto e come si stessero arricchendo. Ma non si può sfuggire al contesto in cui si vive, e Šeremetev sarà costretto a scendere a patti con la sua etica e la sua morale; ma scoprirà, suo malgrado, che la disonestà non è cosa che si improvvisa.

Gli ultimi giorni di Vladimir P. è una satira letteraria che prende di mira Vladimir Putin e le ripercussioni della sua politica sul futuro del popolo russo. Ma attraverso la figura dell’infermiere dell’anziano leader, inetto alla disonestà e vero protagonista del libro, è anche un riuscito omaggio alla grande letteratura grottesca di quel Paese, a partire soprattutto da Gogol.