Le affinità elettive: consigli per lettori curiosi

I suggerimenti della redazione di Rebeccalibri

Rosalia Montmasson. L’angelo dei Mille, Marco Ferrari, Mondadori 2019, pp. 213, euro 20,00

https://www.librimondadori.it/libri/rosalia-montmasson-marco-ferrari/

Fu l’unica donna a far parte della spedizione dei Mille, partita da Genova per unificare l’Italia. Eppure il nome di Rosalia Montmasson è quasi sconosciuto e nessun monumento la ricorda. Oggi la sua storia è però raccontata con la leggerezza di un romanzo dal giornalista Marco Ferrari, autore di altri volumi a tema storico.

Era una donna semplice, nata in alta Savoia nel 1823 in una famiglia contadina, ma con un carattere forte e un coraggio impressionante. Si innamorò perdutamente del giovane rivoluzionario Francesco Crispi, incontrato nel 1848 a Marsiglia dove si manteneva come stiratrice e lavandaia, e lo seguì in esilio di città in città aiutandolo anche nella sua azione politica: Rosalia veniva utilizzata come staffetta in Europa per portare i messaggi di Mazzini ai suoi seguaci e ottenne da Garibaldi il permesso di imbarcarsi nella spedizione dei Mille, naturalmente vestita come un uomo. Eppure anni dopo Crispi – nonostante un matrimonio celebrato a Malta – la ripudiò e si sposò con un’aristocratica leccese. Nonostante il dolore Rosalia Montmasson scelse il totale silenzio e quando venne chiamata in causa da chi accusava Crispi di bigamia scelse di non dire nulla: il valore politico per lei era superiore al valore personale. E fosse anche solo per questo merita di essere riabilitata e ricordata nel panorama di coloro che hanno creato l’Italia.

 

La crepa, Claudia Piňeiro, Feltrinelli 2013, pp. 208, euro 14,00

https://www.lafeltrinelli.it/libri/claudia-pineiro/crepa/2000000035307

Nella vita da uomo qualunque dell’architetto Pablo Simò c’è una fessura inconfessabile, una crepa che gli tormenta la coscienza: Nelson Jara. Forse era solo un piccolo truffatore, una ‘canaglia’, ma anche Pablo Simò sa di essere una canaglia, nonostante l’apparenza di irreprensibile professionista e buon padre di famiglia.

Come una crepa che si allunga e si allarga, tutte le piccole certezze quotidiane di Pablo si sgretolano: una giovane donna che sembra sapere chissà cosa su Jara scatena in lui un’attrazione dirompente, la famiglia va in frantumi, il lavoro diventa insopportabile, e passo dopo passo la tentazione di essere canaglia fino in fondo lo travolge.

Ancora una volta Claudia Piňeiro ci narra i piccoli inferni di una variegata umanità, nella monumentale Buenos Aires invasa dal cemento delle speculazioni edilizie dove l’apparenza, più che mai, inganna.

 

La vita davanti a sé, Romain Gary, Neri Pozza 2009 (1ed. Rizzoli 1978), pp. 214, euro 11,50, trad. Giovanni Bogliolo

http://neripozza.it/libri/la-vita-davanti-a-se

Pubblicato per la prima volta nel 1975, La vita davanti a sé fu subito accolto con grande favore dalla critica e dal pubblico francesi. L’opera vinse il Goncourt, il più prestigioso premio letterario francese, ed Émile Ajar, il suo misterioso autore, divenne di colpo il romanziere più promettente degli anni Settanta, l’inventore di un gergo da banlieue e da emigrazione, il cantore di quella Francia multietnica che cominciava a cambiare il volto di Parigi.

Nel 1980, il colpo di scena. La comparsa nelle librerie di Vita e morte di Émile Ajar, un libretto-confessione di Romain Gary dato alle stampe pochi mesi dopo la sua morte, rivelò al mondo letterario francese una verità inaspettata: l’autore di quelle pagine osannate da pubblico e critica cinque anni prima altri non era che Gary stesso, l’eroe di guerra, il diplomatico, il tombeur de femmes, già vincitore di un Goncourt con Le radici del cielo, considerato da molti un sopravvissuto, un romanziere a fine corsa.

«Venti anni prima di Pennac e degli scrittori dell’immigrazione araba, ecco la storia di Momo, ragazzino arabo nella banlieu di Belleville, figlio di nessuno, accudito da una vecchia prostituta ebrea, Madame Rosa» (Stenio Solinas).

È la storia di un amore materno in un condominio della periferia francese dove non contano i legami di sangue e le tragedie della storia svaniscono davanti alla vita, al semplice desiderio e alla gioia di vivere. Un romanzo toccato dalla grazia, in cui l’esistenza è vista e raccontata con l’innocenza di un bambino, per il quale «gli incubi sogni quando invecchiano».