Quei libri religiosi che esorcizzano la crisi
Alla vigilia della Buchmesse di Francoforte, dati confortanti nel nuovo "Rapporto sul mercato dell'editoria cattolica e della libreria religiosa", curato dall'Ufficio studi dell'Aie (l' Associazione Italiana Editori) per conto dell'Uelci (l'Unione Editori e Librai Cattolici Italiani). Secondo il report coordinato da Giovanni Peresson crescono i lettori di testi religiosi (350.000 in più dal 2000 al 2007), e cresce la produzione di questo tipo di titoli, circa quattromila nel 2008, in larga parte ancora provenienti dal circuito dell'editoria cattolica, con un mercato che vale -a prezzo di copertina- 235 milioni di euro. Paradossalmente però il circuito distributivo specializzato non riesce a cogliere questo trend favorevole e si assiste ad una contrazione delle librerie cattoliche non legate a catene. Cambia radicalmente il pubblico dei lettori: aumentano i giovani, mentre i preti diminuiscono numericamente. E il quadro muterà ancora con l'allargamento degli editori laici nel settore che , bestseller papali a parte, già si contendono autori dalle grandi soddisfazioni ormai affermati, o emergenti L'editoria cattolica - nonostante la crisi generale - complessivamente tiene. E regge proprio grazieai libri religiosi che (sostenuti anche dalla nuova traduzione della Bibbia-Cei) hanno visto registrare il sensibile aumento della domanda da parte del pubblico e una crescita dei titoli entrati nei circuiti librari specializzati e non, questi ultimi "i veri punti critici del comparto che attende una riorganizzazione generale", come afferma il presidente dell'Uelci, Giorgio Raccis.
Ecco i dati più significativi del Rapporto 2009 sul mercato dell'editoria cattolica e della libreria religiosa.
* Cresce del 13,8% la domanda di lettura di libri su tematiche «religiose».
Tra il 2000 e il 2007 è cresciuta sensibilmente la domanda dei lettori di libri religiosi: all' inizio del decennio erano 2,650 milioni (l'11,5% di chi si dichiarava lettore nel «tempo libero»), sette anni dopo passano a 3,015 milioni (il 12,5% dei lettori di «almeno un libro nei 12 mesi precedenti»). L'incremento è del 13,8%: molto superiore alla crescita media fatta registrare dalla lettura nel nostro Paese nello stesso periodo ( +4,7%). I dati disponibili si fermano al 2007,ma gli indicatori confermano il proseguimento del trend per quello che è uno dei segmenti di domanda più dinamici in Italia nell'ultimo periodo: inferiore solo ad «attualità» (+23,6%) e «arte» (+14,7%); rafforzato anche dalla nuova traduzione della Bibbia Cei. Ed è probabile che la crescita della domanda sia anche più alta considerando la dimensione religiosa al centro di libri di saggistica e varia che affrontano temi come la bioetica, la geopolitica, ecc . I dati sembrano lasciar intravedere anche un processo di cambiamento nel pubblico dei lettori , confermato pure dall'ingresso di editori laici nel settore. Del resto il mercato «captive» e tradizionale si sta contraendo: quasi nello stesso arco di anni (1999-2007), si ha il dato -6,8% tra i sacerdoti, compensato da un +2,1% tra le religiose. L'interesse alla lettura di libri di argomento religioso (sempre nel tempo libero) cresce in pressoché tutte le fasce giovanili della popolazione: dal 6,4% al 7,3% tra i 20-24enni; dal 13,4% al 15,0% tra i 45-54enni. Oggi il 49,6% dei lettori ha tra 25 e 54 anni. Un processo che lascia intravedere anche il profilo di un lettore / acquirente futuro in mutamento
* Cresce la produzione di libri di argomento religioso: sono quasi il 10% dei libri di varia.
Nel 2008 sono stati pubblicati dalle case editrici italiane 4.125 titoli di libri religiosi ( il 9,7% della produzione editoriale di varia immessa nei canali di vendita) e sono 9,7 milioni le copie distribuite (il 14,8% del distribuito totale). Anche qui assistiamo a una crescita del «peso» dell'offerta di libri religiosi: nel 2000 erano il 6,8% di tutti i titoli di varia pubblicati, oggi sfiorano l'8% . Questa crescita di «peso» si traduce in un +10,8% come effetto della crescita di un'offerta che sta avvenendo attraverso processi di crescente segmentazione, effetto a sua volta di una domanda più complessa e articolata.
* Sono quasi 500 le case editrici oggi attive in questo segmento.
Tra editori religiosi (cattolici e non) e «laici» nel 2008 erano 483 le case editrici che avevano in catalogo «almeno un titolo» di argomento religioso. Di queste, 209 sono editori di varia («laici»), e 274 quelli propriamente religiosi. In larga parte, questi ultimi (242), appartengono al mondo cattolico (sono 32 gli editori riconducibili a religioni e filosofie orientali, evangelici, islam, ebraismo) anche se non tutti riconducibili a strutture d'impresa e con una produzione / distribuzione nazionale e centrata sulla libreria. L'editoria cattolica, a sua volta, esprime il 9% degli addetti delle case editrici italiane, in controtendenza (+2,4%) rispetto alla stabilità occupazionale (ma con segnali di flessione tra 2008/'09) del resto dell'editoria.
* Gli editori cattolici hanno pubblicato nel 2008 2.717 titoli, il 66% dei titoli religiosi.
La parte restante della produzione è stata realizzata da case editrici religiose, ma appartenenti ad altre fedi (345 titoli; l'8,4%), e soprattutto da case editrici «laiche» (1.038 titoli; 25,3%). A sua volta la produzione editoriale del mondo cattolico appare estremamente diversificata al suo interno. Non solo titoli di catechesi (8,3% di titoli), devozionali (9,1%), ma anche libri per bambini (2,7%), scolastici (10,2%) e un 55,7% di «altro», in cui confluiscono microsegmenti che vanno dal dialogo interreligioso, alla bioetica, alle scienze bibliche, alla saggistica in generale, all'arte, alla storia della Chiesa o delle religioni, ai problemi della famiglia, ecc.
* Il mercato dell'editoria cattolica (2008) vale - a prezzo di copertina - 235,3 milioni di euro.
È il 9,5% del mercato italiano del libro venduto nei canali trade (libreria, grande distribuzione, Internet, edicola, fiere e saloni). Un valore che è il risultato d settori di mercato diversi: innanzitutto quello delle riviste,quello scolastico, gli audiovisivi , i libri.
*Il 14% delle librerie vive di editoria religiosa.
La distribuzione può contare - oltre che sulle librerie laiche a conduzione familiare e/o di catena editoriale (Feltrinelli, Mondadori, MelBookstore, ecc.) - su 240 librerie tra quelle di catena e non appartenenti a case editrici cattoliche. Sono il 14% delle librerie italiane. Nel 2002 erano però 285: in sette anni i punti vendita si sono ridotti del 15,7%. A queste librerie si possono aggiungere altri 488 punti vendita, ma questi non hanno come attività prevalente quella della vendita di libri (sono localizzati presso enti religiosi, monasteri, ecc.). Sono soprattutto le librerie cattoliche non appartenenti a catene a segnare la contrazione maggiore. Benché i dati non siano perfettamente confrontabili, tra 2002, oggi abbiamo un calo del 25% (da 193 a 145) di questa tipologia. Quelle di catena editoriale rimangono sostanzialmente invariate nel numero. Tuttavia questo elemento, positivo solo in apparenza, è in controtendenza rispetto a quanto avviene nel panorama distributivo nazionale in cui, grazie anche alle formule di franchising (aspetto sconosciuto nel mondo delle librerie cattoliche), sono le librerie di catena a crescere attraverso sia nuove aperture, sia affiliazioni di librerie indipendenti o ampliamenti di superficie. E' forse il punto critico del comparto che attende una riorganizzazione. Questione di tempo, del resto proprio l'editoria cattolica è stata l'antesignana della verticalizzazione della filiera, riconosciuto attualmente come il format di maggior successo. Ma ci sono anche altre logiche per un'editoria che guarda ai libri non solo come beni di consumo, bensì come opportunità per incidere nelle mediazioni culturali e di formazione del Paese. E infatti, come spiega Enzo Pagani, libraio e vicepresidente dell'Uelci "le librerie religiose affrontano il futuro con un ampliamento dei servizi soprattutto riconoscendo la necessità di dare spazio anche all'editoria di varia, non per ragioni di sopravvivenza nel mercato, ma per offrire un panorama più ampio alla sua offerta religiosa e un servizio più completo alla propria clientela fidelizzata"
La Bibbia per tutti a "Più libri più liberi"
Un evento il 5 dicembre con Giorgio Raccis, il vescovo Vincenzo Paglia, Gabriella Caramore, p. Giuseppe Danieli, Aldo Maria Valli
Appuntamento a Roma, venerdì 5 dicembre, alle ore 16 presso il Palazzo dei Congressi di Roma EUR (Piazzale Kennedy 1). Promosso dall’Unione Editori e Librai Cattolici Italiani (UELCI), nell’ambito della Fiera della piccola e media editoria di Roma 2008 “Più Libri più Liberi”, si svolgerà un incontro sul tema “La Bibbia per tutti “ in occasione dell’uscita della Sacra Bibbia in edizione economica Uelci nella nuova traduzione della Conferenza Episcopale Italiana. Dopo il saluto introduttivo del presidente Uelci Giorgio Raccis , interverranno il vescovo monsignor Vincenzo Paglia (presidente della Federazione Biblica Cattolica Internazionale), Gabriella Caramore (autrice di "Uomini e Profeti", Radio-Rai3), padre Giuseppe Danieli (già presidente della Associazione Biblica Italiana, coordinatore del gruppo dei traduttori Bibbia-Cei), Aldo Maria Valli (vaticanista Rai- Tg1). Si parlerà così della Bibbia nella vita delle Chiese e in prospettiva ecumenica, della Bibbia nella storia della cultura europea, come codice culturale, tra canone letterario e spiritualità, ma si entrerà anche nello specifico della nuova edizione tra l’imperativo della tradizione e il rischio del tradimento dentro ogni versione.
La nuova Bibbia CEI-UELCI: quali cambiamenti?
L'importanza di conoscere le variazioni
Il testo è quello della nuovissima versione italiana approvato lo scorso anno dalla Presidenza della Cei e confermato dalla Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, in forza del mandato speciale conferito da Benedetto XVI. Notevoli i miglioramenti offerti dalla revisione della traduzione italiana sulla base dei più accreditati testi critici nelle lingue bibliche originali e secondo i più recenti risultati dell'esegesi contemporanea. Così monsignor Giuseppe Betori, oggi arcivescovo di Firenze, ma che il 29 aprile scorso firmava la presentazione del volume quale Segretario generale della Cei. Aggiungendo un altro elemento di rilievo: "Correggendo anche inesattezze, incoerenze ed errori della traduzione del 1971-1974 si è cercato nel contempo di recuperare una maggiore consonanza con lo stile delle lingue originali, senza tuttavia compromettere l'intelligibilità del testo fin dal momento della lettura e dell'ascolto". Quanto al resto spiccano in particolare l'attenzione alla corrispondenza ai testi sinottici e ai generi letterari, ma anche la ricerca costante di uniformità e continuità di vocabolario (che evita forme arcaiche del lessico e della sintassi).
"La Sacra Bibbia nella nuova traduzione ufficiale della CEI"
Un evento a Brescia
La Diocesi di Brescia, l'UELCI, gli editori La Scuola, Morcelliana e Queriniana organizzano la giornata di studi "La Sacra Bibbia nella nuova traduzione ufficiale della CEI", che si terrà Mercoledì 26 novembre, ore 17.30 presso l'Aula Magna dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia, via Trieste, 17. Saluto introduttivo di Mons. Francesco Beschi (Vescovo Ausiliare di Brescia) e Giorgio Raccis (Presidente UELCI). Gli interventi saranno "Tradurre la Bibbia tra l'imperativo della tradizione e il rischio del tradimento" di don Roberto Vignolo (Docente presso la Facoltà Teologica dell'Italia Settentrionale), "La lingua della Bibbia e gli scrittori italiani di Pietro Gibellini" (Docente presso l'Università di Venezia). Modera don Angelo Maffeis.
Se quattrocentomila Bibbie vi sembrano poche...
E' la prima tiratura per la nuova traduzione della Bibbia in edizione economica in libreria dal 10 ottobre
Editorialmente è arrivato il momento della Bibbia, oggetto di un rilancio in grande stile grazie alla nuovissima "versione ufficiale". Come non accadeva da tempo, per la precisione dal 1974. Il fatto potrà passare inosservato nelle classifiche dei bestseller, ma i numeri forniti dagli addetti ai lavori sono eloquenti. "Quasi quattrocentomila copie prevendute, in libreria dalla mattina del 10 ottobre. E a novembre, anche attraverso i canali della grande distribuzione: centri commerciali autogrill, aeroporti" così sintetizza Giorgio Raccis neopresidente dell'Unione Editori e Librai Cattolici (Uelci) nonché amministratore delegato del Gruppo La Scuola. La Bibbia arriva finalmente al grande pubblico nella versione ufficiale più aggiornata grazie all'edizione economica congiunta Conferenza Episcopale Italiana - Unione Editori e Librai Cattolici Italiani. Un'edizione attesa, che - si augurano i responsabili della trentina di sigle editoriali dell'Uelci - movimenterà le librerie legate al circuito religioso e non solo. E un'edizione alla portata di tutti e accessibile (1966 pagine,16 euro) è importante perché, come ha dichiarato pochi giorni fa il vescovo di Terni Vincenzo Paglia, presidente della Federazione biblica cattolica mondiale, denunciando la scarsa dimestichezza dei fedeli italiani con il grande libro della fede dei cristiani, la Bibbia va acquistata e regalata proprio in edizione economica.