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La crisi morde il mercato librario, ma i lettori di libri religiosi continuano a crescere e sono sempre più giovani

 

Alla vigilia dell’estate, notizie confortanti arrivano dal secondo Report di ricerca 2010

 “Il mercato dell’editoria cattolica e della libreria religiosa”,

presentato a Bergamo da UELCI (l’Unione Editori e Librai Cattolici Italiani).

 

L’indagine, curata da Giovanni Peresson dell’Ufficio studi di Aie (l’ Associazione Italiana Editori) per conto di Uelci, conferma alcuni elementi positivi già emersi nel 2009:

 

·        crescono ancora i lettori di testi religiosi (671.000 in più dal 2000 al 2009 con un incremento del 25,32%, ma addirittura 306.000 dal 2007, con un incremento del 10,1%),  pur in presenza di una diminuzione costante dei religiosi.

·        Questo pubblico è progressivamente più giovane (il 52,8% dei lettori nel 2009 è compreso nella fascia 18-54 anni, erano il 44,2% nel 2000)

·        Cresce la produzione  di questo tipo di titoli, oltre quattromila nel 2009 (4.630 per la precisione), in larghissima parte ancora provenienti dal circuito dell’editoria cattolica, con un mercato che vale -a prezzo di copertina- 260 milioni di euro.

·        Dieci anni fa il mercato religioso valeva l’11.5% dell’intero comparto, mentre oggi siamo saliti a quota 13%.

·        Il mercato dell’editoria cattolica continua la sua crescita, nonostante la crisi, reggendosi sui libri religiosi e di varia, rispetto al decremento di riviste, audiovisivi e testi scolastici.

·        Dopo un 2009 in cui tutto il mercato librario italiano è cresciuto, il primo semestre 2010 senza un forte decremento (- 3,7%). All’interno del mercato generale il comparto cattolico resiste e progredisce ancora.

·        Il circuito distributivo  specializzato offre i propri servizi sia agli editori cattolici sia a quelli laici, e si rivolge a tutti i canali: librerie religiose e laiche, indipendenti e di catena, grande distribuzione (supermercati, autogrill, centri commerciali) e vendite on line, etc.

 

 

 

 

 

Ecco  i dati più significativi del Rapporto 2010 sul mercato dell’editoria cattolica e della libreria religiosa.

 

 

  •    Si stabilizza il numero delle librerie religiose in Italia. Dopo la forte contrazione delle librerie dal 2000 al 2008 (nel 2002 erano 285: in sette anni i punti vendita si sono ridotti del 15,7%, in particolare tra quelli indipendenti), nel 2010 si registra una stabilizzazione e la filiera può contare su  242 librerie (240 nel 2009) tra quelle di catena e non, appartenenti a case editrici cattoliche. Sono il 14% delle librerie italiane. A queste librerie si possono aggiungere altri 480 punti vendita, ma questi non hanno come attività prevalente quella della vendita di libri (sono localizzati presso enti religiosi, monasteri, ecc.). Quelle di catena editoriale rimangono sostanzialmente invariate nel numero. Tuttavia questo elemento, positivo solo in apparenza, è in controtendenza rispetto a quanto avviene nel panorama distributivo nazionale in cui, grazie anche alle formule di franchising e affiliazione (aspetti sconosciuti nel mondo delle librerie cattoliche), sono le librerie di catena a crescere attraverso nuove aperture, affiliazioni di librerie indipendenti o ampliamenti di superficie.  E’ forse il punto critico del comparto, come spiega Giorgio Raccis, presidente di UELCI, che punta decisamente verso “forme di sinergia tra le varie sigle presenti sul mercato. Una strada che è favorita anche dal fatto che UELCI rappresenta l’unico settore dove sono presenti tutti gli attori della filiera (editori, distributori, librerie di catena e indipendenti), uniti da valori comuni e dalla volontà di condividere sia gli elementi di analisi sia quelli di prospettiva. Del resto proprio l’editoria cattolica è stata l’antesignana della verticalizzazione della filiera, riconosciuta attualmente come il format di maggior successo”.
  • Cresce anche nelle librerie religiose la vendita di libri: + 2% nel 2009 rispetto al 2008 (128,650 milioni di euro contro 126,128) e, in linea con il mercato generale, si vende di più nelle librerie più grandi.  Naturalmente, come spiega Enzo Pagani, libraio e vicepresidente di UELCI, “le librerie maggiori offrono un assortimento maggiore e servizi più efficienti a un pubblico sempre più attento ed “esplorativo”, che spesso vive la libreria non solo come momento di consumo, ma anche come esperienza. E non va dimenticato che queste stesse, come anche gli editori, svolgono un ruolo importante per incidere nelle mediazioni culturali e di formazione del Paese”.
  •   Cresce del 10,1% la domanda di lettura di libri su tematiche «religiose».  Tra il 2007 e il 2009 è cresciuta ulteriormente la domanda dei lettori di libri religiosi: 671.000 in più dal 2000 al 2009 con un incremento del 25,32%, ma addirittura 306.000 dal 2007, con un incremento del 10,1%. Cambia anche il modo in cui il pubblico si percepisce come lettore di libri di argomento religioso, anche perché il tema “deborda” in altri generi (si pensi solo ai temi della vita e della bioetica). All’ inizio del decennio erano 2,650 milioni (l’11,5% di chi si dichiarava lettore nel «tempo libero»), sette anni dopo passano a 3,015 milioni (il 12,5% dei lettori di «almeno un libro nei 12 mesi precedenti»), nel 2009 sono 3,321 milioni (il 13% dei lettori di «almeno un libro nei 12 mesi precedenti»). In nove anni un incremento del 25%, che caratterizza uno dei segmenti a domanda più dinamica. Ed è probabile che la crescita della domanda sia anche più alta considerando la dimensione religiosa al centro di libri di saggistica e varia che affrontano temi come la bioetica, la geopolitica, ecc . I dati sembrano lasciar intravedere anche un  processo di cambiamento nel pubblico dei lettori , confermato pure dall’ingresso ormai consolidato di editori laici nel settore. Del resto il mercato «captive» e tradizionale si sta contraendo, in virtù della diminuzione del numero dei religiosi e dell’iniziazione cristiana.
  • Un pubblico progressivamente più giovane. L’interesse alla lettura di libri di argomento religioso (sempre nel tempo libero) cresce in pressoché tutte le fasce giovanili della popolazione nell’arco di tempo che va dal 2000 al 2009: dal 4,4% al 4,9% tra i 18-19enni; dal 6,4% all’ 8,5% tra i 20-24enni; dall’8,9% all’11,5% tra i 25-34enni; dall’11,1% al 13,1% tra i 35-44enni; dal 13,4% al 14,8% tra i 45-54enni, per scendere al 16,0% dal 17,8% tra i 55-59enni. Oggi il 52,8% dei lettori è compreso nella fascia 18-54 anni, erano il 44,2% nel 2000).
  • Naturalmente un pubblico più giovane vuol dire un lettore che nella società svolge un ruolo attivo, di decision maker, nella famiglia, nel lavoro, nella scuola, nelle università, nelle strutture associative.
  • Una presenza cattolica anche nel segmento della distribuzione, al servizio non solo di editori religiosi e cattolici, ma anche di quelli laici. Un profilo operativo, fatto di aziende dinamiche e in trasformazione, che movimenta circa 100 milioni di fatturato e 200 editori; si rivolge tanto al canale librario religioso e laico, quanto alla Grande Distribuzione (supermercati, autogrill, centri commerciali, etc.), ma anche alla vendita on line. Un settore che nell’ultimo triennio ha investito molto nelle risorse umane (formazione) e nelle soluzioni informatiche per il miglioramento dei processi. Anche in questo segmento i processi di fusione o di sinergia commerciale appaiono indispensabili per sostenere il peso dei futuri investimenti consistenti nella logistica (l’investimento nell’hardware distributivo è parte del miglioramento del servizio offerto a editori e librai, oltre che strumento di efficienza aziendale).
  • Cresce la produzione di libri di argomento religioso: sono quasi il 10% dei libri di varia. Nel 2009 sono stati pubblicati dalle case editrici italiane 4.630 titoli di libri religiosi (4.125 nel 2008, + 12,2% ), di cui 4.215 da parte di editori cattolici (402 di altre religioni e 415 da editori laici).
  • Tra i titoli delle novità 2009 predominano quelli dell’area divulgativa (pastorale, catechesi, liturgia, spiritualità e meditazione, agiografia, devozione, formazione e famiglia) rispetto all’area riflessiva (Bibbia, teologia, teologia fondamentale, morale, storia della/e religione/i): 2004 novità contro 927.  Hanno uno spazio significativo i titoli di varia non religiosa (988 tra narrativa, saggistica, biografie, saggistica letteraria e storica, filosofia, scienze sociali, etc.), mentre appare sottodimensionata l’editoria per ragazzi (296 novità).
  •  Il mercato dell’editoria cattolica continua la sua crescita: nel 2009 ha un valore di 231,070 milioni - a prezzo di copertina - rispetto ai 225,6 milioni del 2008, con un incremento del 2,4%. È il 9,5% del mercato italiano del libro venduto nei canali trade (libreria, grande distribuzione, Internet, edicola, fiere e saloni). Un  valore che è il risultato di settori di mercato diversi: innanzitutto quello delle riviste, quello scolastico, gli  audiovisivi , i libri. E’ significativa la crescita del settore libri (religiosi e di varia) ed è tale da compensare e superare il calo degli altri settori (scolastico, audiovisivi e riviste).
  •  Dopo un 2009 in cui tutto il mercato librario italiano è cresciuto, il primo semestre 2010 segna rosso in libreria (- 3,7%). Al suo interno il comparto editoriale cattolico segna un riscontro moderatamente positivo. Padre Alfio Filippi, vicepresidente di UELCI, sottolinea come il segreto per resistere alla crisi sia una “rinnovata attenzione alla qualità rispetto alla quantità, un giusto mix tra un catalogo duraturo fatto di strumenti di lavoro anche impegnativi e libri di 100-200 pagine facili, accessibili, per un pubblico di cultura non elevata”.
  • Il futuro: oggi la lettura e l’abitudine a leggere su schermi digitali è in crescita, si è triplicata in tre anni e riguarda quasi 2 milioni di italiani (>14 anni). Questi si percepiscono lettori anche se il supporto non è più cartaceo. Da questo dato sono partiti gli editori cattolici nel progettare nuove strategie editoriali e nuovi prodotti che siano al passo con le trasformazioni tecnologiche e rispondano anche agli stili di lettura dei nativi digitali.

  

 

 

 

 

A Bergamo la nuova indagine sull’Editoria cattolica e le librerie religiose

 

Mercoledì 14 luglio alle ore 10.00,  si terrà a Bergamo, presso il Centro Congressi Giovanni XXIII,  v.le Giovanni XXIII, 106,  la presentazione ai Soci UELCI della nuova

indagine sull’Editoria cattolica e le librerie religiose curata da Giovanni Peresson dell’AIE che si  articolerà come segue:

 

          Il 2009 nei canali trade (con anticipazione sull’andamento 2010): l’anno del sorpasso

 

-         Come sono andate le librerie religiose nel 2009. Raffronto con gli anni precedenti   

 

-         Indicatori e processi innovativi nel settore a confronto

 

-         La distribuzione:completiamo la filiera

 

-         Gli editori cattolici: la produzione e la domanda del mercato

 

-         2009 per le case editrici: dalla varia alla scolastica

 

-         Prepariamoci al futuro: gli e-book. Cosa sta succedendo negli Stati Uniti

 

-         Conclusioni e valutazioni

 

L'incontro oltre all’analisi dei dati provenienti dall’Osservatorio sull’Editoria cattolica e le librerie religiose, e al confronto con gli anni passati, darà occasione di aprire nuovi spazi di analisi e valutazioni: dalla distribuzione alla produzione (quale offerta risponde alle domande del mercato), dagli squarci su un futuro che è già presente alla vendita di contenuti su supporti non più cartacei. 

 

Fine dei lavori, previsti per le ore 17.00

 

per informazioni uelciroma@tiscali.it

 

UNIONE EDITORI E LIBRAI CATTOLICI ITALIANI

Via Pieve Torina 55   00156 Roma - tel 0639366884

 

 

Giorgio Raccis sull'abolizione delle tariffe postali agevolate per l'editoria

 

Giorgio Raccis, presidente della UELCI (Unione Editori Librai Cattolici Italiani), interpellato da "Rebeccalibri" circa l'abolizione delle tariffe postali agevolate per l'editoria, ci ha rilasciato la seguente dichiarazione: "Il provvedimento con cui il Governo ha abolito le tariffe postali agevolate per tutta l’editoria libraria, quotidiana e periodica, nonché per le Organizzazioni non governative, è un colpo durissimo sia alla tanto declamata necessità di aumentare la diffusione della lettura in Italia sia alla società civile organizzata, che ha nella comunicazione diretta con i cittadini uno dei suoi punti di forza.
E’ un provvedimento privo di significative giustificazioni economiche, che interviene improvvisamente e pesantemente su tutte le pianificazioni economiche del mondo dell’editoria libraria, con conseguenze negative anche per la cultura e l’informazione nel nostro paese: il canale postale è infatti utilissimo nella diffusione dei libri, specie in quelle zone a minore presenza di librerie.
E’ indispensabile che questo decreto venga modificato, consentendo il ritorno a condizioni che favoriscano, anche attraverso le tariffe agevolate, la diffusione della cultura e quindi della liberta di informazione".

 

 

 

Quei libri religiosi che esorcizzano la crisi

Alla vigilia della Buchmesse di Francoforte, dati confortanti nel nuovo "Rapporto sul mercato dell'editoria cattolica e della libreria religiosa", curato dall'Ufficio studi dell'Aie (l' Associazione Italiana Editori) per conto dell'Uelci (l'Unione Editori e Librai Cattolici Italiani). Secondo il report coordinato da Giovanni Peresson  crescono i lettori di testi religiosi (350.000 in più dal 2000 al 2007),  e cresce la produzione  di questo tipo di titoli, circa quattromila nel 2008, in larga parte ancora provenienti dal circuito dell'editoria cattolica, con un mercato che vale -a prezzo di copertina- 235 milioni di euro. Paradossalmente però il circuito distributivo specializzato non riesce a cogliere questo trend favorevole e si assiste ad una contrazione delle librerie cattoliche non legate a catene. Cambia radicalmente il pubblico dei lettori: aumentano i giovani, mentre i preti diminuiscono numericamente.   E il quadro muterà ancora con l'allargamento degli editori laici nel settore che , bestseller papali a parte, già si contendono autori dalle grandi soddisfazioni  ormai affermati, o   emergenti  L'editoria cattolica - nonostante la crisi generale - complessivamente tiene. E regge proprio grazieai libri religiosi che (sostenuti anche dalla nuova traduzione della Bibbia-Cei) hanno visto registrare il sensibile aumento della domanda da parte del pubblico e una crescita dei titoli entrati nei circuiti librari specializzati e non, questi ultimi "i veri punti critici del comparto che attende una riorganizzazione generale", come afferma il presidente dell'Uelci, Giorgio Raccis.


Ecco  i dati più significativi del Rapporto 2009 sul mercato dell'editoria cattolica e della libreria religiosa.



* Cresce del 13,8% la domanda di lettura di libri su tematiche «religiose».

Tra il 2000 e il 2007 è cresciuta sensibilmente la domanda dei lettori di libri religiosi: all' inizio del decennio erano 2,650 milioni (l'11,5% di chi si dichiarava lettore nel «tempo libero»), sette anni dopo passano a 3,015 milioni (il 12,5% dei lettori di «almeno un libro nei 12 mesi precedenti»). L'incremento è del 13,8%: molto superiore alla crescita media fatta registrare dalla lettura nel nostro Paese nello stesso periodo ( +4,7%). I dati disponibili si fermano al 2007,ma gli indicatori confermano il proseguimento del trend per quello che è uno  dei segmenti di domanda più dinamici in Italia nell'ultimo periodo: inferiore solo ad «attualità» (+23,6%) e «arte» (+14,7%); rafforzato anche dalla nuova traduzione della Bibbia Cei. Ed è probabile che la crescita della domanda sia anche più alta considerando la dimensione religiosa al centro di libri di saggistica e varia che affrontano temi come la bioetica, la geopolitica, ecc . I dati sembrano lasciar intravedere anche un  processo di cambiamento nel pubblico dei lettori , confermato pure dall'ingresso di editori laici nel settore. Del resto il mercato «captive» e tradizionale si sta contraendo: quasi nello stesso arco di anni (1999-2007), si ha il dato  -6,8% tra i sacerdoti, compensato da un +2,1% tra le religiose. L'interesse alla lettura di libri di argomento religioso (sempre nel tempo libero) cresce in pressoché tutte le fasce giovanili della popolazione: dal 6,4% al 7,3% tra i 20-24enni; dal 13,4% al 15,0% tra i 45-54enni. Oggi il 49,6% dei lettori ha tra 25 e 54 anni. Un processo che lascia intravedere anche il profilo di un lettore / acquirente futuro in mutamento



* Cresce la produzione di libri di argomento religioso: sono quasi il 10% dei libri di  varia.

 

Nel 2008 sono stati pubblicati dalle case editrici italiane 4.125 titoli di libri religiosi ( il 9,7% della produzione editoriale di varia immessa nei canali di vendita) e sono 9,7 milioni le copie distribuite (il 14,8% del distribuito totale). Anche qui assistiamo a una crescita del «peso» dell'offerta di libri religiosi: nel 2000 erano il 6,8% di tutti i titoli di varia pubblicati, oggi sfiorano l'8% . Questa crescita di «peso» si traduce in un +10,8% come effetto della crescita di un'offerta che sta avvenendo attraverso processi di crescente segmentazione, effetto a sua volta di una domanda più complessa e articolata.



* Sono quasi 500 le case editrici oggi attive in questo segmento.

Tra editori religiosi (cattolici e non) e «laici» nel 2008 erano 483 le case editrici che avevano in catalogo «almeno un titolo» di argomento religioso. Di queste, 209 sono editori di varia («laici»), e 274 quelli propriamente religiosi. In larga parte, questi ultimi (242), appartengono al mondo cattolico (sono 32 gli editori riconducibili a religioni e filosofie orientali, evangelici, islam, ebraismo) anche se non tutti riconducibili a strutture d'impresa e con una produzione / distribuzione nazionale e centrata sulla libreria. L'editoria cattolica, a sua volta, esprime il 9% degli addetti delle case editrici italiane, in controtendenza (+2,4%) rispetto alla stabilità occupazionale (ma con segnali di flessione tra 2008/'09) del resto dell'editoria.



* Gli editori cattolici hanno pubblicato nel 2008 2.717 titoli, il 66% dei titoli religiosi.

La parte restante della produzione è stata realizzata da case editrici religiose, ma appartenenti ad altre fedi (345 titoli; l'8,4%), e soprattutto da case editrici «laiche» (1.038 titoli; 25,3%). A sua volta la produzione editoriale del mondo cattolico appare estremamente diversificata al suo interno. Non solo titoli di catechesi (8,3% di titoli), devozionali (9,1%), ma anche libri per bambini (2,7%), scolastici (10,2%) e un 55,7% di «altro», in cui confluiscono microsegmenti che vanno dal dialogo interreligioso, alla bioetica, alle scienze bibliche, alla saggistica in generale, all'arte, alla storia della Chiesa o delle religioni, ai problemi della famiglia, ecc.



* Il mercato dell'editoria cattolica (2008) vale - a prezzo di copertina - 235,3 milioni di euro.

È il 9,5% del mercato italiano del libro venduto nei canali trade (libreria, grande distribuzione, Internet, edicola, fiere e saloni). Un valore che è il risultato d settori di mercato diversi: innanzitutto quello delle riviste,quello scolastico, gli audiovisivi , i libri.



*Il 14% delle librerie vive di editoria religiosa.

La distribuzione può contare - oltre che sulle librerie laiche a conduzione familiare e/o di catena editoriale (Feltrinelli, Mondadori, MelBookstore, ecc.) - su 240 librerie tra quelle di catena e non appartenenti a case editrici cattoliche. Sono il 14% delle librerie italiane. Nel 2002 erano però 285: in sette anni i punti vendita si sono ridotti del 15,7%. A queste librerie si possono aggiungere altri 488 punti vendita, ma questi non hanno come attività prevalente quella della vendita di libri (sono localizzati presso enti religiosi, monasteri, ecc.). Sono soprattutto le librerie cattoliche non appartenenti a catene a segnare la contrazione maggiore. Benché i dati non siano perfettamente confrontabili, tra 2002,  oggi abbiamo un calo  del 25% (da 193 a 145) di questa tipologia. Quelle di catena editoriale rimangono sostanzialmente invariate nel numero. Tuttavia questo elemento, positivo solo in apparenza, è in controtendenza rispetto a quanto avviene nel panorama distributivo nazionale in cui, grazie anche alle formule di franchising (aspetto sconosciuto nel mondo delle librerie cattoliche), sono le librerie di catena a crescere attraverso sia nuove aperture, sia affiliazioni di librerie indipendenti o ampliamenti di superficie. E' forse il punto critico del comparto che attende una riorganizzazione. Questione di tempo, del resto proprio l'editoria cattolica è stata l'antesignana della verticalizzazione della filiera, riconosciuto attualmente come il format di maggior successo. Ma ci sono anche altre logiche per un'editoria che guarda ai libri non solo come beni di consumo, bensì come opportunità per incidere nelle mediazioni culturali e di formazione del Paese.  E infatti, come spiega Enzo Pagani, libraio e vicepresidente dell'Uelci "le librerie religiose affrontano il futuro con un ampliamento dei servizi soprattutto riconoscendo la necessità di dare spazio anche all'editoria di varia, non per ragioni di sopravvivenza nel mercato, ma per offrire un panorama più ampio alla sua offerta religiosa e un servizio più completo alla propria clientela fidelizzata"

 

 

La Bibbia per tutti a "Più libri più liberi"

Un evento il 5 dicembre con Giorgio Raccis, il vescovo Vincenzo Paglia, Gabriella Caramore, p. Giuseppe Danieli, Aldo Maria Valli

 

Appuntamento a Roma, venerdì 5 dicembre, alle ore 16 presso il Palazzo dei Congressi di Roma EUR (Piazzale Kennedy 1). Promosso dall’Unione Editori e Librai Cattolici Italiani (UELCI), nell’ambito della Fiera della piccola e media editoria di Roma 2008 “Più Libri più Liberi”, si svolgerà un incontro sul tema “La Bibbia per tutti “ in occasione dell’uscita della Sacra Bibbia in edizione economica Uelci nella nuova traduzione della Conferenza Episcopale Italiana. Dopo il saluto introduttivo del presidente Uelci Giorgio Raccis , interverranno il vescovo monsignor Vincenzo Paglia (presidente della Federazione Biblica Cattolica Internazionale), Gabriella Caramore (autrice di "Uomini e Profeti", Radio-Rai3), padre Giuseppe Danieli (già presidente della Associazione Biblica Italiana, coordinatore del gruppo dei traduttori Bibbia-Cei), Aldo Maria Valli (vaticanista Rai- Tg1). Si parlerà così della Bibbia nella vita delle Chiese e in prospettiva ecumenica, della Bibbia nella storia della cultura europea, come codice culturale, tra canone letterario e spiritualità, ma si entrerà anche nello specifico della nuova edizione tra l’imperativo della tradizione e il rischio del tradimento dentro ogni versione.

 

 

 

La nuova Bibbia CEI-UELCI: quali cambiamenti?

L'importanza di conoscere le variazioni

 

Il testo è quello della nuovissima versione italiana approvato lo scorso anno dalla Presidenza della Cei e confermato dalla Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, in forza del mandato speciale conferito da Benedetto XVI. Notevoli i miglioramenti offerti dalla revisione della traduzione italiana sulla base dei più accreditati testi critici nelle lingue bibliche originali e secondo i più recenti risultati dell'esegesi contemporanea. Così monsignor Giuseppe Betori, oggi arcivescovo di Firenze, ma che il 29 aprile scorso firmava la presentazione del volume quale Segretario generale della Cei. Aggiungendo un altro elemento di rilievo: "Correggendo anche inesattezze, incoerenze ed errori della traduzione del 1971-1974 si è cercato nel contempo di recuperare una maggiore consonanza con lo stile delle lingue originali, senza tuttavia compromettere l'intelligibilità del testo fin dal momento della lettura e dell'ascolto". Quanto al resto spiccano in particolare l'attenzione alla corrispondenza ai testi sinottici e ai generi letterari, ma anche la ricerca costante di uniformità e continuità di vocabolario (che evita forme arcaiche del lessico e della sintassi).

 

 

 

 

"La Sacra Bibbia nella nuova traduzione ufficiale della CEI"

 Un evento a Brescia

 

La Diocesi di Brescia, l'UELCI, gli editori La Scuola, Morcelliana e Queriniana organizzano la giornata di studi "La Sacra Bibbia nella nuova traduzione ufficiale della CEI", che si terrà Mercoledì 26 novembre, ore 17.30 presso l'Aula Magna dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia, via Trieste, 17. Saluto introduttivo di Mons. Francesco Beschi (Vescovo Ausiliare di Brescia) e Giorgio Raccis (Presidente UELCI). Gli interventi saranno "Tradurre la Bibbia tra l'imperativo della tradizione e il rischio del tradimento" di don Roberto Vignolo (Docente presso la Facoltà Teologica dell'Italia Settentrionale), "La lingua della Bibbia e gli scrittori italiani di Pietro Gibellini" (Docente presso l'Università di Venezia). Modera don Angelo Maffeis.

 

 

 

Se quattrocentomila Bibbie vi sembrano poche...

E' la prima tiratura per la nuova traduzione della Bibbia in edizione economica in libreria dal 10 ottobre

 

Editorialmente è arrivato il momento della Bibbia, oggetto di un rilancio in grande stile grazie alla nuovissima "versione ufficiale". Come non accadeva da tempo, per la precisione dal 1974. Il fatto potrà passare inosservato nelle classifiche dei bestseller, ma i numeri forniti dagli addetti ai lavori sono eloquenti. "Quasi quattrocentomila copie prevendute, in libreria dalla mattina del 10 ottobre. E a novembre, anche attraverso i canali della grande distribuzione: centri commerciali autogrill, aeroporti" così sintetizza Giorgio Raccis neopresidente dell'Unione Editori e Librai Cattolici (Uelci) nonché amministratore delegato del Gruppo La Scuola. La Bibbia arriva finalmente al grande pubblico nella versione ufficiale più aggiornata grazie all'edizione economica congiunta Conferenza Episcopale Italiana - Unione Editori e Librai Cattolici Italiani. Un'edizione attesa, che - si augurano i responsabili della trentina di sigle editoriali dell'Uelci - movimenterà le librerie legate al circuito religioso e non solo. E un'edizione alla portata di tutti e accessibile (1966 pagine,16 euro) è importante perché, come ha dichiarato pochi giorni fa il vescovo di Terni Vincenzo Paglia, presidente della Federazione biblica cattolica mondiale, denunciando la scarsa dimestichezza dei fedeli italiani con il grande libro della fede dei cristiani, la Bibbia va acquistata e regalata proprio in edizione economica.