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Premio Strega Europeo 2019

Sono stati annunciati i 5 finalisti

Concorrono a ottenere il Premio Strega Europeo 2019 cinque romanzi recentemente tradotti in Italia, provenienti da diverse aree linguistiche e culturali, che hanno vinto nei Paesi europei in cui sono stati pubblicati un importante premio nazionale.

David DiopFratelli d’anima (Neri Pozza), traduzione di Giovanni Bogliolo / Prix Goncourt des Lycéens 2018

Sul fronte occidentale, nelle trincee francesi, tra i soldati bianchi coi loro vistosi calzoni rossi spiccano i fucilieri senegalesi, «i cioccolatini dell’Africa nera», come li chiama il capitano Armand. Prima di ogni assalto, il capitano non manca di ricordare loro che sono l’orgoglio della Francia, «i piú coraggiosi dei coraggiosi», un autentico incubo per i nemici che hanno paura dei «negri selvaggi, dei cannibali, degli zulú». I senegalesi ridono contenti. Poi, mettendosi in faccia gli occhi da matto, sbucano fuori dalla trincea con il fucile nella mano sinistra e il machete nella destra. Alfa Ndiaye e Mademba Diop sono amici, fratelli d’anima cresciuti insieme in Africa, lontano dai freddi accampamenti del fronte. Quando in trincea risuona il colpo di fischietto del capitano, escono anche loro dal buco urlando come selvaggi indemoniati per non apparire meno coraggiosi degli altri. Un giorno, però, Mademba Diop viene ferito mortalmente e, con le budella all’aria, chiede per tre volte ad Alfa di dargli il colpo di grazia. Per tre volte Alfa si rifiuta e, dopo una lunga e atroce agonia, Mademba muore. La morte dell’amico consegna Alfa all’impensabile, a tutto ciò che gli antenati e il mondo di ieri avrebbero proibito e che invece la grande carneficina della guerra moderna concede. A ogni fischio di chiamata del capitano Armand, Alfa si precipita fuori dalla trincea e corre verso i «nemici dagli occhi azzurri», uccidendo senza pietà e tagliando alle sue vittime una mano come trofeo di guerra. Una, due, tre, quattro… otto mani. Come un demone, uno stregone, un divoratore di anime, che soltanto una voce del mondo di ieri potrebbe salvare…

Catherine DunneCome cade la luce (Guanda), traduzione di Ada Arduini / 2018 Irish PEN Award

Una madre severa e un padre comprensivo, una sorella maggiore ribelle e una sorella minore fin troppo responsabile: ogni luogo comune è ribaltato nella famiglia Emilianides, costretta a lasciare Cipro e a trasferirsi in Irlanda dopo il colpo di Stato del 1974. Perché loro sono così diversi da tutti gli altri? Per il trauma di un’esistenza interrotta, e ricominciata in terra straniera? O per via di Mitros, il secondogenito, segnato da una malattia che lo ha colpito a pochi mesi dalla nascita, mettendolo al centro dell’affetto e delle preoccupazioni della famiglia? Di certo le due ragazze cercano disperatamente una loro normalità: Alexia la insegue nelle fughe dell’adolescenza e poi in un matrimonio affrettato; Melina, al contrario, nel rifiuto di ogni legame. Fino a quando si sente costretta, dalla trama di affetti e mancanze che da sempre avvince la sua famiglia, ad accettare il più sbagliato di tutti. Sembra l’inizio di un destino di solitudine, se non fosse per un dettaglio: il filo teso tra due sorelle non si può spezzare.

Robert MenasseLa capitale (Sellerio), traduzione diMarina Pugliano-Valentina Tortelli / Deutcher Buchpreis 2017

Una funzionaria del dipartimento della Cultura ha l’incarico di organizzare una grande manifestazione per il cinquantesimo anniversario della fondazione della Comunità europea, allo scopo di rilanciarne gli ideali. La sua idea sembra perfetta: visto che l’Unione è nata dalle ceneri delle atrocità naziste, quale luogo può rappresentarne il passato e il futuro meglio di Auschwitz? Ma a Bruxelles, come spesso accade, nessuno è d’accordo. Per i polacchi Auschwitz è stato un crimine esclusivamente tedesco, per gli austriaci è una minaccia alle fondamenta del proprio stato, i tedeschi gridano che in questo modo si renderebbero colpevoli anche i musulmani, ormai una parte ingente della cittadinanza, e del tutto innocenti di quei crimini. Nel mentre un maiale si aggira indisturbato per le strade, seminando, più che terrore, una viva curiosità fra i passanti, e in una camera dell’Hotel Atlas un ospite sconosciuto viene ucciso con un colpo di pistola…

Ilja Leonard PfeijfferLa Superba (Nutrimenti), traduzione di Claudia Cozzi / Libris Literatuur Prijs 2014

Regale quando si arriva dal mare, splendente in tutta la sua bellezza; enigmatica e temibile nell’impenetrabile labirinto di vicoli che ospitano moltitudini di destini e razze. È Genova la protagonista di questo libro rabelesiano e multiforme, capace di essere allo stesso tempo romanzo, memoir, guida sentimentale e reportage. Una Genova che agli occhi di un uomo del Nord Europa, che l’ha eletta come sua città d’adozione, diventa palcoscenico esotico e metafora di tutti i sogni e le fantasie che nutrono speranze, e in cui si finisce irrimediabilmente per perdersi. Personaggio principale e narratore di questo viaggio è Ilja Leonard Pfeijffer, scrittore olandese, che ha scelto Genova per godere di una vita migliore, più libera e anonima, e poter raccogliere materiale per la propria ispirazione. La città lo ammalia, lo illude, ma infine si ritrae. Ilja impara la lingua, parla con la gente, s’innamora, affronta le tortuosità e le contraddizioni del vivere in Italia, ma ogni volta ne esce sconfitto. Straniero in terra straniera, proprio come gli italiani che un secolo fa partirono da Genova per cercare fortuna in America. Schiavo di una fantasia, come i poveri disgraziati che rischiano la vita per raggiungere il sogno dell’Europa e ne rimangono prigionieri – come Rashid, che viene dal Marocco e vende le rose nei bar di sera; come Djiby, che viene dal Senegal e ha una storia incredibile da raccontare a chi voglia ascoltarlo e offrirgli da bere.

Sasha Marianna Salzmann, Fuori di sé (Marsilio), traduzione di Fabio Cremonesi / Literaturpreis der Jürgen Ponto-Stiftung 2017

Sono sempre stati in due, Alissa e Anton. In due nel minuscolo appartamento di Mosca in cui vivevano con i genitori. In due sul treno che, dopo trentasei ore, li condusse in Germania, in fuga dall’antisemitismo di un’ Unione Sovietica ormai in pezzi. In due a scuola, tra gli insulti razzisti dei compagni e il desiderio di trovare il proprio posto nel mondo. Quando Anton sparisce, l’unico indizio per seguirne le tracce è una cartolina che arriva da Istanbul, e anche se sopra non c’è scritto nulla, Ali sa che è lì che suo fratello si nasconde. Si lascia allora alle spalle la vita a Berlino, lo studio della matematica e gli allenamenti di boxe, e parte, impaziente di riunirsi al gemello – la persona che condivide i suoi ricordi, il suo specchio. Nella città sul Bosforo, le indagini di Alissa cominciano nel mondo sotterraneo di una metropoli scintillante e tentacolare, profondamente lacerata da una violenza politica senza precedenti. La ricerca di Anton diventa per Ali l’occasione per scavare nella storia della sua famiglia, segnata dalle vicende che hanno scosso l’Europa del Novecento, ma anche dalla violenza domestica, da incontri fortuiti, matrimoni combinati e grandi storie d’amore. E mentre intorno a lei parole come casa, paese, lingua madre e genere non hanno più alcun significato, Ali riesce a scavare anche dentro di sé e a interrogarsi su un corpo in cui non si riconosce, sull’eredità culturale che porta in dote e sui contorni di un avvenire senza certezze e senza confini.

Il riconoscimento sarà assegnato da una giuria composta da scrittori vincitori e finalisti del Premio Strega –Laura Bosio, Giuseppe Catozzella, Teresa Ciabatti, Antonella Cilento, Maria Rosa Cutrufelli, Paolo Di Paolo, Mario Fortunato, Helena Janeczek, Paolo Giordano, Nicola Lagioia, Lia Levi, Dacia Maraini, Wanda Marasco, Paola Mastrocola, Melania G. Mazzucco, Edoardo Nesi, Valeria Parrella, Lorenzo Pavolini, Romana Petri, Domenico Starnone, Sandro Veronesi e Andrea Vitali – a cui si aggiungono i responsabili della istituzioni che promuovono il premio.

I vincitori delle scorse edizioni:

  • 2018 / Fernando Aramburu, Patria (Guanda), tradotto da Bruno Arpaia
  • 2017 / Jenny Erpenbeck, Voci del verbo andare (Sellerio), tradotto da Ada Vigliani
  • 2016 / Annie Ernaux, Gli anni (L’orma), tradotto da Lorenzo Flabbi
  • 2015 / Katja Petrovskaja, Forse Esther (Adelphi), tradotto da Ada Vigliani
  • 2014 / Marcos Giralt Torrente, Il tempo della vita (Elliot), tradotto da Pierpaolo Marchetti
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