Anselmo e la “nuova” Europa (Giulio Cipollone, GB Press 2014)

Ogni sabato un libro da riscoprire a cura di Rebeccalibri

Il 18 aprile 1951, Belgio, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo e Paesi Bassi firmano un trattato per creare un’istituzione europea incaricata di mettere in comune e gestire la produzione del carbone e dell’acciaio: il primo germoglio dell’Europa unita.

Per ricordare questo anniversario, un libro da riscoprire.

ll volume è frutto del Congresso organizzato in stretta collaborazione tra la Pontificia Università Gregoriana e il Ministero dei Beni e le Attività Culturali, in occasione del IX centenario della morte di sant’Anselmo e celebrato presso la medesima Università. In accordo con le attuali esigenze che sorreggono il nuovo modo di scrivere la storia – rileggere insieme la storia per riscriverla insieme – i contributi esprimono pluralità di vedute tenute insieme da integrazione e confronto. La provenienza degli autori da varie nazioni e da varie latitudini culturali, conferisce ulteriore ricchezza al volume. Dal titolo appare evidente l’intenzione di proporre la riflessione sulla figura di Anselmo da una angolazione inusuale: il suo contributo alla costruzione d’Europa. Si propone una nuova lettura sul modo in cui Anselmo ha applicato ‘nella pratica’ i principi del suo pensiero filosofico e teologico. Infatti per il suo ruolo di arcivescovo, di una sede così importante come quella di Canterbury si è visto collocato, suo malgrado su un piano di particolare visibilità internazionale e quindi di necessario rapporto con cristiani e non cristiani di altra sensibilità culturale.