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U-Days. Ungulati a Bologna.

Titolo: U-Days. Ungulati a Bologna.

Autore: Angeli, Sergio

Editore: Festina Lente Edizioni

Luogo di edizione: Ferrara

Data di pubblicazione: 01 / 01 / 2022

Stato editoriale: Attivo

Prezzo: € 1.99

EAN: 9791280070098

«È una tranquilla – o almeno così di primo acchito potrebbe sembrare – mattina di fine novembre quando, alle 6,45, la caposala Erika Sbarozzi, finito il turno di notte, si appresta a uscire dall’atrio stranamente deserto o quasi dell’Ospedale Maggiore e, tra il lusco e il brusco di quel venerdì non ancora completamente sbocciato, le appare sull’ampio scivolo d’ingresso che porta al piazzale dabbasso il culo irriverente di quello che pare essere un enorme bue. Si fermò all’istante e con un rapido dietrofront rientrò nell’atrio chiedendosi cosa mai ci facesse un bue da quelle parti». Inizia così questo particolarissimo fine settimana bolognese che, in un continuo crescendo di una situazione quanto mai surreale e caotica di scompiglio generale, nel proprio svolgersi coinvolgerà, senza nulla e nessuno risparmiare, gente comune, politici, imprenditori, uomini di fede, militari e mass-media.

Altri autori:Oretti, Diletta (Letto da)

Lingua: Italiano (Lingua del testo)

Tipo di prodotto: File audio per il download

Collana: Piccola Biblioteca del Sorriso

Numero edizione: 1

Prezzo: € 1,99

IVA: 4

Stato editoriale: Attivo

Stato distributore: Disponibile

Classificazione Dewey: NARRATIVA ITALIANA

Note: Sergio Angeli, classe 1946, già bancario anomalo, in quanto eclettico e pericolosamente incline all’umorismo, vive fra Bologna e l’amato Appennino, dedicandosi alla castanicoltura e alla scrittura, dove sorprendentemente l’attività manuale dell’una stimola l’inventiva per l’altra. Da tempo si dedica con particolare passione alla scrittura breve, che reputa più coerente con gli attuali, assillanti, stili di vita e che gli consente di dare la stura al suo effervescente humour, ricco di sfumature e di toni che vanno dall’ironia più bonaria fino al feroce sarcasmo. A volte parrebbe poterlo paragonare a uno spumante, che sgorga con forza non appena liberato dal tappo o, non volendo rischiare l’eccesso di ambizione, al più rurale Lambrusco, la cui esuberanza è più autenticamente contadina.

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