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Di soglia in soglia (Paul Celan, Einaudi, 1996)

Ogni venerdì un libro da riscoprire a cura di Rebeccalibri

Ricorrono i 100 anni dalla nascita e i 50 anni dalla scomparsa di Paul Celan, poeta originario della Bucovina, di famiglia ebraica che scrive prevalentemente in tedesco (la “lingua degli assassini di mia madre nel campo di concentramento” di Michajlovka), saggista, critico e traduttore, vero intellettuale europeo.

Per chi non volesse immergersi nelle Poesiecon testo a fronte raccolte e tradotte da Giuseppe Bevilacqua per I Meridiani Mondadori, consigliamo questo volumetto di liriche con testo italiano a fronte sempre tradotto da Giuseppe Bevilacqua.

Alla realtà dell’Olocausto, all’appiattimento della parola complice del potere, alla difficoltà di comunicare il poeta oppone le sue geniali invenzioni linguistiche e la forza delle sue metafore, la suggestione di un linguaggio che con gli anni tende a dissolversi in puro suono. Il suo monologo solitario riesce tuttavia al dialogo, confrontandosi in questo testo con alcune figure eminenti di quella cultura francese, tra simbolismo e surrealismo, di cui si era nutrito. Una poesia rarefatta e concentrata.

Di soglia in soglia | Paul Celan | Einaudi | 1996

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