Il Vangelo secondo Pilato. Romanzo (Éric-Emmanuel Schmitt, San Paolo 2013)

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Un giovane ebreo si scopre capace di parole profonde e ispiratrici, tanto che qualcuno arriva a considerarlo il Messia. Egli non crede nella sua stessa grandezza ma sarà pronto scommettere su di sé fino all’estremo e doloroso sacrificio. Un procuratore romano condanna alla crocifissione un uomo che sa innocente. Il cadavere scompare; nasce una furibonda ricerca che lo costringerà a confrontarsi con ipotesi sempre più sconvolgenti. Éric-Emmanuel Schmitt propone un romanzo a due voci, capace di ripercorrere con profondità e leggerezza le vicende centrali del Nuovo Testamento, mettendo in luce le caratteristiche più umane dei suoi protagonisti e restituendo al lettore la meraviglia per una storia fatta di incertezza e fede.

Dall’autore di Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano e Milarepa: una rilettura della vita di Jeshua, a metà tra la confessione e un poliziesco che si svolge fra i meandri di Gerusalemme. “Sette anni di lavoro sono appena scomparsi fra le mani degli svaligiatori. L’allarme è riecheggiato per strada, senza allertare né far muovere nessuno. È il 4 gennaio del 2000 e mi è stato strappato tutto in pochi secondi”. Così scrive Schmitt nel Diario di un romanzo rubato, testo inedito che arricchisce l’edizione italiana del Vangelo secondo Pilato qui proposta e racconta le vicissitudini che hanno accompagnato la stesura di un romanzo che rischiava di andar perduto.

La prima 1ª ed. originale (lingua francese) è del 2000.