Largo ai giovani

La cinquina finalista del Premio Campiello Giovani 2021

Per il secondo anno consecutivo la cinquina dei finalisti del Premio Campiello Giovani, giunto alla 26^ edizione nel 2021, è stata annunciata tramite diretta streaming sul canale Youtube del Premio, lo scorso 23 aprile. L’appuntamento virtuale è stato condotto da Federico Basso e Davide Paniate di Zelig Off che, in diretta dal Teatro Nuovo di Verona, si sono collegati con tutti i semifinalisti, tutti giovani, dai 15 ai 22 anni, a cui è riservata la partecipazione al Premio.

Il vincitore del Campiello Giovani, che verrà proclamato il prossimo 4 settembre, si aggiudica un viaggio studio in un paese europeo. Da alcune edizioni, inoltre, grazie alla collaborazione con il MIUR il vincitore viene inserito nella giuria delle Olimpiadi di Italiano, mentre il vincitore delle Olimpiadi entra nella Giuria allargata del Campiello Giovani.

Ed ecco, quindi i finalisti, la cui scelta è accompagnata dall’attribuzione di un aggettivo che lo definisca:

Roman, di Salvatore Lamberti, “sapiente”. La storia di un ragazzino romeno che parte dalla lettura in classe di una poesia dove parla dell’amore per un suo coetaneo, e per questo, e per il fatto di essere straniero, viene perseguitato e deriso.

Kyoshi nella tempesta, di Shannon Magri, “poetico”. Un racconto sulle distanze e sulle relazioni tra una madre e un figlio, compromesse e contrastanti nei sentimenti di quest’ultimo. La narrazione descrive e accompagna felicemente le tappe di questo viaggio di riavvicinamento tra i due.

Blu colomba, di Martina Sangalli, “malinconico”. Una vicenda che narra di Livia e Andrea, le cui strade, a distanza di anni, tornano casualmente a incrociarsi in un caldo pomeriggio estivo. L’autrice dà corpo a una vicenda delicata e malinconica.

Ritratto di Parigi, di Alice Scalas Bianco, “suggestivo”. Un racconto che narra dell’incontro, inaspettato e imprevisto, di un padre e di una figlia, frutto di un rapporto d’amore in gioventù.
Una narrazione che unisce momenti suggestivi di paesaggi, sia esteriori, in una Parigi in movimento e fotografica, che interiori, con i dissidi di un uomo stretto tra i rimorsi del passato e le certezze del presente.

La somiglianza, di Camilla Tibaldo, “sorprendente”. La vicenda parla di Carlo, un ventenne che sente il peso del secolo che l’ha preceduto e che cerca invano di comunicare con gli altri, fino al giorno in cui mette in bacheca all’università un annuncio, al quale farà seguito una fitta corrispondenza, che cela la verità della solitudine assoluta del protagonista.

Un riconoscimento speciale è stato accreditato a Fandango Cinema, di Lorenzo Molinetti, definito “onirico”: ogni sera va in scena uno spettacolo accompaganto da un rigoroso rituale: quattro minuti per l’andata, undici di attesa, sei per il ritorno. Ma una sera una nuova luce rischiara un’insegna: “Fandango Cinema” e nulla sarà più come prima.

Sulla pagina Youtube del Premio, è possibile rivedere la serata di annuncio.