Scomparso Carlo Papini, per oltre trent’anni direttore della casa editrice Claudiana

Lutto nel mondo dell'editoria evangelica italiana

Guardando ai molti libri scritti in prima persona da Carlo Papini, scomparso nella sua Genova il 6 febbraio, si potrebbe dire che uno dei più significativi sia il Catalogo storico della Claudiana, uscito in occasione del 150° anniversario dell’editrice dapprima valdese, e ora facente capo anche ad altre denominazioni del protestantesimo italiano. Il motivo è molto semplice: colui che, come diacono della Chiesa valdese, ha diretto per 33 anni questa preziosissima opera, ha portato di fatto, con il concorso di tutti i suoi autori e autrici, il pensiero e la storia degli evangelici italiani a un ambiente culturale che poco ne sapeva, quando addirittura non ne era refrattario: e quindi l’atto di ripercorrere, con l’accortezza e cura che ha sempre messo nel suo lavoro, tutti i titoli usciti fino a quel momento (e sono tanti) significava ripercorrere la storia della presenza protestante, negli anni del Risorgimento come in quelli del fascismo e delle guerre; negli anni del dialogo con la società, con il cattolicesimo di base; rivisitare la polemica e poi l’ecumenismo. Storia di tutte le nostre chiese, storia di tutti e tutte noi. Un discorso culturale che si affiancava (e procedere in parallelo) con la presenza di autori protestanti in altre case editrici, “laiche” o anche cattoliche (Giovanni Miegge con Feltrinelli, le traduzioni che Aldo Comba faceva a inizio anni ‘60, da Barth e Moltmann, presso Bompiani e Queriniana).

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