Sete di Ismaele (Paolo Dall’Oglio, Gabrielli 2011)

Ogni sabato un libro da riscoprire a cura di Rebeccalibri

Sono passati nove anni dalla scomparsa del gesuita Paolo Dall’Oglio, lo ricordiamo con un suo libro da riscoprire, nella speranza di poterne ritrovare le tracce.

Come in un diario, padre Paolo Dall’Oglio ci consegna le sue preziose riflessioni sull’attualità e su quanto sperimentano nel quotidiano l’autore e la comunità che con lui vive nel monastero siriano di Mar Musa. “La sete di Ismaele”, il figlio primogenito di Abramo avuto con Agar, la serva di Sara, è la sete degli esclusi della terra, di quanti piangono e gridano, a volte in modo scomposto e terrificante, per essere riconosciuti. Il libro, che nasce dalla rubrica mensile tenuta da padre Dall’Oglio sul mensile internazionale dei gesuiti “Popoli”, è dedicato al dialogo islamocristiano ed è un invito alla Chiesa tutta di riconoscere in questo grido un segno pertinente della storia della salvezza.
Paolo Dall’Oglio s.j. (Roma, 1954) nel 1975 entra nella Compagnia di Gesù. Dal 1991 ha fondato a Deir Mar Musa (Siria), nel monastero restaurato grazie alla sua tenacia, una comunità monastica autonoma, maschile e femminile, dedita all’accoglienza e al dialogo interreligioso. Il monastero è una realtà attiva nel panorama mediorientale che cerca di dimostrare la possibilità di convivenza tra cristiani e musulmani. Nel 2006 per questa esperienza padre Paolo Dall’Oglio ha vinto il primo Premio Euro-Mediterraneo per il Dialogo tra le Culture.