Fato e furia (Lauren Groff, Bompiani 2017)

Un consiglio di lettura al giorno dalla nostra rubrica "Affinità elettive"

La storia di Fato e Furia è la storia di un matrimonio, un paradigma semplice.  Lotto e Mathilde si conoscono alla fine dell’università e si sposano subito: giovani, bellissimi e innamorati, si avviano verso un destino di felicità. Lotto depone senza troppo dolore le ambizioni da attore per diventare celebre come autore teatrale, e Mathilde si rivela la moglie ideale, la musa silenziosa: lui ama le luci della ribalta e lei sceglie il riparo delle quinte, lui è fiducioso e aperto verso le persone e il futuro, lei è più oscura e sfuggente.

Cosa c’entrano dunque ventiquattro anni di matrimonio idilliaco con l’evocazione di due forze tragiche come il Fato e la Furia? È una coppia perfetta, quella che vedono – o credono di vedere – tutti da fuori: ma basta cambiare punto di vista e la maschera cade. Il fato cala senza pietà; e Mathilde è la furia che libera un carico di rivelazioni.

Con la sua scrittura intensa [e punteggiata dalla voce narrante che si insinua nel testo attraverso delle parentesi quadre] Lauren Groff è riuscita a dare respiro narrativo a una tragedia animata da due personaggi folgoranti: perché ogni storia ha due facce, e la chiave di un matrimonio non sembra essere la verità, ma il segreto. Insomma, cosa possiamo chiamare veramente amore?