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Legge divina, diritto e diritti

5 Febbraio, ore 17:45

La connessione e l’intreccio fra legame religioso e istanze e istituzioni di giustizia risalgono agli albori della civiltà umana e hanno alimentato sviluppi, differenziazioni e approfondimenti fecondi, ma hanno prodotto anche frizioni dolorose e drammatiche che vediamo
riacutizzarsi proprio ai nostri giorni. Fra i tratti più sgomentanti del paesaggio mondiale contemporaneo spiccano la messa in discussione e il tendenziale sgretolamento dello “Stato di diritto”; fenomeni di crisi che si manifestano anche nei
contesti delle “democrazie liberali” (non solo occidentali) che in passato proclamavano e sembravano sforzarsi di incarnarlo.
Il ridimensionamento del valore intrinseco del diritto come ordinamento regolatorio (a livello nazionale, sovranazionale e internazionale)
e la correlativa compressione dei diritti (civili e politici, sociali e culturali) delle persone (intese come singoli e come comunità) si
impongono come problemi cruciali che vanno esaminati con attenzione e affrontati con lucidità.
Un aspetto rilevante di questa crisi del diritto è il suo collegamento con un rinnovato (certo spesso pretestuoso) richiamarsi alle fonti
“rivelate” del diritto e della morale, alle convinzioni più intransigenti delle fedi, alla necessità di difendere la base religiosa unificante
delle comunità di riferimento. In tutte le parti del mondo operano e si affermano movimenti e regimi
che si appellano alla superiorità di una certa “legge divina” rispetto alla legislazione e giurisdizione umana (“secolare”) per scardinare
le istituzioni giuridiche universalistiche (per esempio disconoscendo l’indipendenza della magistratura e imbrigliando o negando
la libertà di espressione) ovvero per legittimare prescrizioni discriminatorie, se non addirittura per giustificare aggressioni militari
o violenze terroristiche.
È necessario perciò tornare a riflettere sul processo di crescita culturale che ha portato a sganciare sempre più le istituzioni statali da
quelle delle comunità religiose e a garantire a tutti i cittadini e a tutte le associazioni autonomia e libertà interna ed esterna, a partire
da quella fondamentale dei singoli di aderire o non aderire a una fede, di praticare o non praticare un culto.
Altrettanto necessario è comprendere come e perché questo sviluppo, che si è prodotto lungo una storia intricata e contraddittoria soprattutto nelle società cristianizzate, ma che ha conosciuto importanti corrispondenze e contraccolpi anche in altri contesti, venga
ora contrastato da tendenze che riaffermano l’origine e la sanzione “sacrale” dell’ordine e dell’autorità civile, delle leggi e della giustizia,
per affossare in maniera più o meno brutale il diritto e i diritti intesi in senso universalistico, validi egualmente in linea di principio
per tutte le persone e le comunità. Il ciclo illustrerà la problematica concentrandosi su alcuni scenari privilegiati,
attraversati dai conflitti attualmente più aspri e scottanti.

Dettagli

  • Data: 5 Febbraio
  • Ora:
    17:45

Luogo

  • Palazzo ducale GE
  • Genova, GE Italia