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Amazon è davvero un “camionista digitale”?

Non si fa che parlare di Amazon, delle sue politiche aggressive, delle sue tendenze monopoliste, dei suoi guai giudiziari (gli ultimi in Lussembrugo). Secondo l'agente letterario Andrew Wylie Amazon non è altro che un camionista digitale, una grande ditta di logistica, trasporto e consegne e nient'altro. Pascal-Emmanuel Gobry ne fa invece un ritratto diverso, lucido e lungimirante, e attuale più che mai.

In un articolo uscito su “The Kernel” nell’agosto 2013 e ripreso da “Rivista Studio” nel n. 16 di quello stesso anno, Gobry afferma che Amazon è “la più affascinante società del pianeta”, perché si basa sui principi del suo fondatore: “infaticabilità, focus orientato completamente sul cliente, uno spirito da esploratore e – cosa più importante di tutte – un chiaro orientamento al lungo periodo”.
Immaginando come sarà la società di Jeff Bezos – che recentemente ha acquistato anche il Washington Post – nel 2030, Gobry è certo che Amazon sarà “l’impero logistico più grande del mondo, un grande centro di produzione, il proprietario di marche di prodotti di consumo di primo livello. Un ecosistema di dispositivi, software, servizi e commercio in grado di seguirci ovunque. Un set di piattaforme capaci di disintermediare e ridefinire il mondo dei media. Un supercomputer gigante che ognuno di noi potrà usare in cloud. E forse addirittura un’Intelligenza Artificiale”.
Alle parole di Gobry fa eco Martin Angioni, country manager di Amazon Italia dalle pagine del numero di ottobre di Business People: “Nel libro di Brad Stone su Amazon, The Everything Store, è ben spiegato come quello della piattaforma sia stata un’invenzione per passi successivi, frutto di trial&error, grazie a una cultura aziendale di apertura al cambiamento e al futuro. Non si spiegherebbe altrimenti come sia riuscita in vent’anni a raggiungere queste dimensioni in un settore così consolidato e in teoria efficiente come il retail. Cosa diventeremo lo scopriremo strada facendo. La nostra è un’azienda che si è giocata la camicia tante volte”.
Leggere per credere!

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