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Attualità terremoto: il dolore delle mamme

Su "Madre" di maggio

“Madri, nonne, figlie e spose d’Abruzzo unite nello stesso dolore che soltanto il tempo e una grande fede potranno lenire. Il terrore, lo stesso per tutti, alle 3.32 nella notte tra domenica e lunedì 6 aprile ha bussato alla loro porta e ha fatto cadere i muri e i soffitti. Nelle prime ore del mattino, le abbiamo viste vagare senza un sorriso in questa grande piazza della città. Sotto un tiglio c’era tutto il convento del Belvedere: le Suore Zelatrici del Sacro Cuore Ferrari. Mancava soltanto suor Lucia. Quando è arrivata qui, stanca, impaurita e tremante non ce l’ha fatta più, ed è morta d’infarto e di terrore. Le abbiamo viste sedute a terra, avvolte in delle coperte, che cercavano di riposare. Due di loro, le più anziane sono costrette da anni su una sedia a rotelle. Hanno offerto loro della frutta, ma nessuna è riuscita a mangiarne. Suor Santina piangeva come una bimba impaurita, sotto lo sguardo affettuoso della superiora, suor Lidia Pupatti, e si lamentava con i cronisti che passavano da lì: «Sant’Emidio, che protegge dai terremoti, è stato cattivo!» In tutto l’Aquilano, è forte la devozione a Sant’Emidio che, secondo la tradizione, fatto vescovo da Papa Marcellino, prima di raggiungere Ascoli, a lui affidata, si fermò all’Aquila. Queste suore sono state eroiche. Quando il sisma ha squassato il loro convento, sono corse tra le macerie a salvare le ospiti della casa di riposo, tutte molte anziane. Piangevano e non volevano essere prese di peso e tirate giù dal letto. Poi il pensiero è andato ai piccoli ospiti della casa famiglia. Qui hanno estratto dalle macerie sei bambini. Ma sotto le mura cadute c’è rimasta una consorella. «Abbiamo pregato perché si salvasse», ma forse anche Sant’Emidio ha avuto tempo soltanto per i bambini”. Questa una parte dell’articolo pubblicato da “Madre” e che potrete leggere in forma integrale nel link.

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