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Urbaniana University Journal. Euntes Docete LXVII/2 2014: Focus - P. Teilhard de Chardin domani.

Titolo: Urbaniana University Journal. Euntes Docete LXVII/2 2014: Focus - P. Teilhard de Chardin domani.

Autore: Gronchi, Maurizio; Galleni, Lodovico; Trianni, Paolo; Santangelo, Paolo

Editore: Urbaniana University Press

Luogo di edizione: Roma

Data di pubblicazione: 06 / 10 / 2014

Stato editoriale: Attivo

Prezzo: € 15.00

EAN: 9788840140544

Spesso si ritiene che la conoscenza della realtà, sia un compito che compete ad alcuni saperi. O, meglio, che solo alcuni di essi siano in grado di comprendere la complessità della realtà. Eppure, la fatica della ricerca lascia emergere la banalità di risposte a buon mercato, se non proprio l’illusione di poter leggere il mistero delle cose attraverso un unico approccio conoscitivo. In altre parole, si ritiene che il conflitto delle interpretazioni circa la complessità nella quale viviamo sia un atteggiamento che tende a mettere in parentesi conoscenze certe e indubitabili. La storia della ricerca, però, racconta ben altro e invita a non essere semplicistici nel lungo cammino della conoscenza. È quanto si apprende dalla lunga e articolata vicenda del rapporto tra teologia, religione e scienza. Rapporto considerato, da alcuni, privo di valore, da altri non importante per un’autentica conoscenza della realtà. Anzi, il sospetto che la conoscenza teologica possa essere di ostacolo è più che una semplice ipotesi. Per un motivo elementare, come scrive John Polkinghorne: «Secondo un’immagine assai popolare l’impresa scientifica disporrebbe di un metodo infallibile e, di conseguenza, i suoi risultati non sarebbero altro che l’inesorabile conquista della verità. Il controllo sperimentale verifica o falsifica le proposte avanzate dalla teoria. I problemi vengono risolti così per sempre e con unanime soddisfazione; leggi che mai saranno infrante sono sotto gli occhi di tutti. Ma scopriremo ben presto che, in realtà, le cose vanno in maniera molto più sottile». Ora, se le scienze riescono ad estendere continuamente le frontiere della conoscenza, spiegando sempre meglio strutture e processi della realtà, ne deriva che solo alcuni saperi hanno le chiavi di lettura del reale e della storia. Con la conclusione che la conoscenza religiosa e teologica non è all’altezza della scienza. Basti pensare, ad esempio, al contenzioso aperto circa il possibile nesso tra evoluzione e creazione, il cui dibattito sembra fermarsi sulla soglia di un fenomeno, la vita, la cui complessità esige l’allargamento del perché e del suo mistero. Non è facile, in definitiva, superare pregiudizi, false certezze, atteggiamenti ideologici che rischiano di allontanare dal rigore e dall’imprevedibilità della ricerca. Tuttavia, un diverso approccio è possibile. Ed è questa, al di là di ogni possibile limite, la lezione di Pierre Teilhard de Chardin: il partire dal fenomeno nella sua totalità, che invita a quel muovere verso che sembra essere la legge della realtà. Lo esprime con chiarezza uno dei più noti studiosi di Teilhard. «Il muovere verso diviene la chiave generale per la descrizione dell’evoluzione dell’Universo: la materia muove verso la complessità e la materia complessificata nei viventi muove verso la coscienza: ecco la legge generale di complessità e coscienza che interessa tutta la struttura del cosmo [...] Dal punto di vista teologico il concetto di muovere verso viene recuperato nella sintesi finalmente ottenuta tra una visione dell’universo non più statica ma dinamica e che muove verso la complessità e la coscienza e l’uomo che ugualmente compie un cammino che faticosamente e gradualmente lo porta verso la coscienza riflessa. E a questo punto alla capacità di comprendere l’esistenza di un Dio personale, esterno alla natura, che lo chiama all’alleanza». Il fascino di una tale visione sta nell’indicare come il mistero del reale non è in alcun modo esauribile da parte della conoscenza, tantomeno se questa si affida solo ad alcune scienze. Esso suggerisce una relazione più profonda e articolata, alla quale partecipa anche la conoscenza religiosa. Forse, qui si può cogliere l’importanza di un dialogo aperto e franco. La scienza è chiamata dall’incontro con la conoscenza religiosa e teologica, a cessare di considerarsi apologia della realtà esistente, per divenire strumento di ricerca e creazione di nuovi modelli. Al tempo stesso, l’esperienza religiosa deve imparare a conoscere sempre di nuovo la realtà, nella convinzione di non avere tutte le risposte. La fecondità di un tale rapporto, non vuol dire rinuncia alle rispettive identità conoscitive e di metodo. Piuttosto, può significare quella costante meraviglia dinanzi alla realtà, nel segno di un incontro con il mistero mai definitivo, che allarga l’angolo del perché e rende unica l’avventura della conoscenza. «Scienza e fede sono anche le due ali che consentono di volare verso orizzonti sempre più lontani[...] L’uomo pensante accetta volentieri un orizzonte continuamente mutevole. Non vive di sole certezze, senza porsi dubbi, bensì stupito e meravigliato, si rimette ogni volta in gioco, facendo della domanda e del dubbio la molla vitale per una ricerca onesta, animata da interrogativi incessanti,nella speranza di una risposta che apra la porta a nuove domande». CARMELO DOTOLO

Lingua: Italiano (Lingua del testo)

Tipo di prodotto: Libro

Dettagli: Copertina in carta rigida

Collana: Euntes docete

Numero collana: 2/14

Numero edizione: 1

Pagine: 262

Altezza (mm): 240.00

Larghezza (mm): 170.00

Peso (gr): 300.00

Prezzo: € 15,00

IVA: IVA assolta dall'editore ART 74,1C

Stato editoriale: Attivo

Stato distributore: Disponibile

Destinatari: Generale/Adulti

Stagionalità: Anno accademico

Classificazione Dewey: MISSIONI

Argomenti: Teilhard de Chardin, Pierre; Rivista accademica

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