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Siamo una Chiesa “missionaria”?

La risposta su “Catechesi” (Elledici) di maggio-giugno

Siamo una Chiesa “missionaria”? Questa la domanda dell’editoriale pubblicato nel numero di maggio-giugno di “Catechesi” (Elledici). Ascoltiamo: “ Forse è un interrogativo che dovrebbe attirare la nostra attenzione. Perché, di solito,quando ci soffermiamo a rifl ettere sulle diffi coltà della nostra azione pastorale e catechistica (e nella prima parte di questo fascicolo si affronta un caso emblematico di queste difficoltà, qual è il cosiddetto “dopo Cresima”), siamo portati – probabilmente per un istintivo
e inconscio meccanismo di difesa – a ricercarne le cause “fuori” di “noi Chiesa”: nella società
postcristiana, nella odierna cultura “liquida”, nel laicismo, nel famigerato relativismo,
nel pensiero debole, nel soggettivismo esasperato oggi dominante, ecc. ecc. Più raramente
portiamo avanti un esame ad intra e affrontiamo l’interrogativo di cui sopra a partire dalla
nostra responsabilità. Pochi mesi fa, un teologo autorevole come Gianni Colzani, in un
interessante intervento dedicato al primo annuncio (G. COLZANI, Sul primo annuncio. Una
strategia di comunicazione della fede, in Rivista del Clero Italiano 89 [2008] 684-697), ha di fatto
risposto in termini negativi alla nostra domanda, quando, richiamando le scelte pastorali
indicate dal documento programmatico della CEI, Comunicare il Vangelo in un mondo che
cambia, ha sostenuto con estrema chiarezza che «queste scelte sono importanti ma, a
distanza di qualche anno, bisogna avere il coraggio di ammettere che la nostra Chiesa
italiana non è una Chiesa missionaria né pare avviata a diventarlo» (p. 685)”.

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