Anima silvae (Roberto Caravella, Intento 2015)

Ogni sabato un libro da riscoprire a cura di Rebeccalibri

Il libro da riscoprire della settimana è ispirato alla Giornata della Terra, appena celebrata.

Riportare alla luce il senso della sacralità di ogni manifestazione della natura, in quanto matrice simbolica dell’antica sapienza immanente è il senso dell’opera. Agli albori di ogni civiltà, con l’avvento del cristianesimo, sospinto dall’eremitaggio, il Bosco Sacro è il luogo privilegiato dell’esperienza mistica. È Logos, il Verbo sacro che manifesta la sua divina onnipresenza negli aromi e nei suoni espressi dalla natura vegetale e animale. Questa devozione per l’ambiente porta l’uomo a riconoscere il Luogo e a consacrarlo con la costruzione di are, altari, fonti lustrali, piccoli sacelli, tabernacoli, templi, chiostri, chiese e abbazie. Manifestazioni fisiche della presenza divina che riunisce e accoglie. Il femminino sacro: la Ma ter Magna, la Sposa, la Vergine Casta. L’Ecclesia attorno alla quale l’umanità da sempre si raduna per invocare proiezione e sostegno e grazia illuminante. Nei boschi di pietra i suoni naturali mutano in voci, canto, preghiera, musica ispirata. Si fanno tramite sublime tra terra e cielo. Al canto stesso della natura, esicasmo sottile del silenzio sonoro, si aggiunge la musica umana ottenuta dal canto ma anche da pietre e legni sacri con cui si costruiscono tamburi, cimbali, flauti, lire, cetre e ogni sorta di oggetto capace di riprodurre, eccitare, veicolare, captare il suono della sfera celeste e al tempo stesso Whemut del divino.