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De Agostini annuncia la vendita di UTET a FMR Art’è

Le Grandi Opere vanno all’editore bolognese specializzato nei libri d'arte

La crisi della vendita diretta e rateale ha picchiato duro e dura ormai da molti anni. Così per la Utet, nata a Torino nel 1854 ad opera di Giuseppe Pomba, ma attiva come libreria fin dal 1791 (è la più antica casa editrice italiana ancora in attività) si annuncia un nuovo cambio di proprietà. Infatti, De Agostini vende le Grandi Opere Utet a Fmr Art’è, l’editore bolognese specializzato nella vendita diretta di «opere d’arte in forma di libro» (secondo il suo fortunato slogan), nata come Art’è nel 1992, che nel 2002 aveva già conquistato le edizioni di Franco Maria Ricci.
Nel dettaglio, De Agostini Editore oggi azionista di Utet con il 99,54% venderà l’80% della società alla Fmr Art’è e il restante 19,54% all’attuale Ad della società, Marco Castelluzzo, anche a garanzia della continuità. L’operazione verrà realizzata agli inizi del prossimo anno dopo il trasferimento a De Agostini Libri delle attività dei settori “Classici, Saggistica e Scienze Mediche”, affidati al nuovo editor Andrea Cane, proveniente da Mondadori, che varerà un piano di rilancio facendone una editrice di saggistica su carta e su web. Rispetto alle centinaia di dipendenti degli anni del boom, oggi alla Utet sono attive 36 persone, più 5 nel settore scienze matematiche, più altre in cassa integrazione; il fatturato ha toccato lo scorso anno i 20 milioni. Non è poco, ma dal punto di vista economico l’Utet non era più considerata una presenza così rilevante all’interno del gruppo De Agostini, che già nel 2006 aveva ceduto il settore delle opere professionali a una multinazionale olandese.

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