Le librerie d’oltralpe e la pandemia

Uno sguardo all'andamento del mercato librario dei cugini francesi

Come hanno vissuto il 2020 le librerie francesi? L’anno del covid le ha colpite duramente e solo una ripresa eccezionale della frequenza nei periodi di riapertura dopo le strette di marzo e di novembre, ha permesso di limitare i danni.

L’Osservatorio librario ha rilevato un calo del fatturato del 3,3% complessivo rispetto all’anno precedente su un campione di 368 librerie, riscontrando un crollo fino al 90% di perdita nel mese di aprile, il peggiore, contrastato fortunatamente dalla crescita di affluenza nelle librerie a giugno e a dicembre, rispettivamente con +32% e +35%.

Il -3,3% di fatturato presenta sfumature significative, dal momento che si osservano notevoli differenze tra le librerie più grandi, che hanno accusato maggiori perdite (da -1% di quelle con fatturato tra 1-2 milioni di euro a -9% di quelle oltre i 4 milioni di euro) e le librerie più piccole, che invece hanno chiuso l’anno con il segno positivo (da +2,5% di quelle con fatturato tra 600mila/1 milione di euro a +14,8% di quelle <300mila euro). In conclusione, più piccole sono, più hanno concluso l’anno con un cenno di sorriso, più grandi sono, più lacrime hanno versato!

E i generi? Il maggior successo, con segno positivo sull’anno precedente, l’hanno riscontrato la letteratura, il fumetto e i libri di vita pratica, mentre evidente è il motivo del crollo del settore turismo, oltre che il calo dei libri scolastici.

Leggi qui l’articolo completo.